Un hacker di nome Evariste beffa Grillo e Casaleggio

A Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio questa volta è andata di lusso. Si sono, infatti, trovati di fronte un “White hate”, un appartenente ai cosiddetti hacker buoni, coloro i quali sono in condizione di violare i codici di accesso e le strutture informatiche ma che lo fanno soltanto a scopo di studio e ricerca.
Oggi la piattaforma Rousseau, utilizzata dal Movimento Cinquestelle per le votazioni online è stata violata da un ricercatore il cui nome in rete è Evariste Galdis, che ne ha rivelato la vulnerabilità per primi agli stessi gestori del sito.
A seguito dell’azione di Evariste, è stato parzialmente compromesso il database che contiene i dati sensibili degli iscritti. Se si fosse trattato di un black hacker, un terrorista informatico, i dati di tutti gli iscritti sarebbero stati pubblici, compresi quelli relativi alle donazioni in denaro. Evariste si è rivelato un galantuomo, non ha diffuso neanche una virgola e dopo meno di 24 ore ha fatto perdere ogni sua traccia cancellando persino l’account twitter. Proprio da questo social aveva annunciato: “Ho bucato il sito, dati a rischio…”.
Evariste è comunque riuscito a rubare a titolo dimostrativo i dati sulle donazioni fatte dagli iscritti: dal nome alla mail, compresa la cifra e la tipologia di pagamento

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