Vincenzo Figuccia e il digiuno anti Crocetta

Prima considerazione: la famiglia Figuccia un titolo te lo dà sempre. Seconda considerazione: nel loro modo di intendere la politica c’è un senso old style della missione da compiere che suscita ammirazione o distacco. Più ammirazione a giudicare dai risultati che premiano un impegno che non ammette soste. Si avvicinano le ferie? E Vincenzo Figuccia, deputato regionale e tra i più costanti oppositori del presidente Crocetta, programma il secondo digiuno della sua carriera politica. Come lo scorso anno con 40 gradi all’ombra, sotto l’auspicio non proprio favorevole di Lucifero, l’anticiclone che ci porterà all’inferno tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

Lo scorso anno Vincenzo Figuccia scelse la piazza antistante Palazzo D’Orleans quale sede della sua protesta che pesca più nella tradizione pannelliana che in quella gandhiana. Sul solco radicale del’intransigenza pura, il deputato di Forza Italia – ma forse prossimo ad un giro di valzer su altre sponde del centrodestra – sceglie la sede dell’Assessorato Regionale alla Famiglia, al Lavoro e alle Politiche Sociali come “piazza” del nuovo digiuno.

“È il simbolo del fallimento di questo governo – sottolinea Figuccia – . Troppe vittime sociali in questi 5 anni e troppe mortificazioni. È un dovere morale stare accanto ai lavoratori la cui dignità è stata costantemente calpestata… Continui licenziamenti, giovani costretti ad emigrare, imprese che chiudono, intere categorie senza tutele. Il mio mandato mi impone di stare dalle parte delle giuste e legittime rivendicazioni”.

Lo scorso anno la scintilla che fece scattare la plateale reazione di Vincenzo Figuccia fu la storia del licenziamento di Adriana, una donna di 54 anni il cui futuro lavorativo fu abbattuto dai licenziamenti (oltre 1.700) che scattarono nel settore della formazione professionale. Una donna che con lui fece il digiuno e che anche questa volta gli sarà accanto, non solo per riconoscenza ma anche perché la vertenza del settore non si è ancora risolta nonostante la norma e la copertura economica. “Se ne parlerà a settembre, dopo le ferie. Questo dicono. Io ho la sensazione che se ne occuperà il prossimo governo”.

La macchina dei preparativi è già a punto, pronta una tenda e due amplificatori. “La buona musica ci terrà compagnia”. Ma questo secondo e consecutivo digiuno estivo ha creato qualche preoccupazione in famiglia. La moglie del giovane Vincenzo ha tenuto l’ansia chiusa nel cassetto finchè ha potuto. Ma l’ultima notte è stata di discussioni. “Posso comprendere lo stato d’animo di mia moglie, ma per me la politica ha senso farla a tempo pieno. Mi alzo ogni giorno all’alba, alle 6,30 sono già al lavoro, torno a casa all’una di notte e, se necessario, non c’è Natale o Pasqua. Le ho detto di stare tranquilla, mi seguirà uno staff di medici e avrò il sostegno di tanti amici. Lo scorso anno più di mille persone si sono alternate al mio fianco. Sembrerà strano, ma in un frangente di grande privazione come il digiuno ho trovato momenti di riflessione e di grande lucidità. Lo consiglierei a tutti gli uomini che hanno importanti carichi di responsabilità”.

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