Il doppio colpo di Leoluca: con 27 voti blinderà il tandem Orlando-Tantillo alla presidenza del Consiglio Comunale

Palermo sarà una città nel segno di Orlando al quadrato. Al sindaco è riuscito – e non senza fatica – il colpo del raddoppio: il presidente del Consiglio Comunale sarà nuovamente Totò Orlando. Il 7 agosto il blocco dei partiti che hanno sostenuto il sindaco si presenterà compatto al voto secondo le indicazioni del suo azionista di maggioranza. Orlando vuole Orlando, si è battuto sin da subito per una soluzione che gli garantisse il controllo assoluto sulle dinamiche di un Consiglio che nei prossimi 5 anni è atteso da straordinarie responsabilità perché straordinari saranno i finanziamenti che pioveranno su Palermo.

E per questa ragione Orlando (Leoluca) non ha voluto correre rischi puntando sull’usato sicuro, cioè su Orlando (Totò), paesano di contrada vicina (le loro origini sono di Prizzi e Corleone) e alleato fedelissimo, facendo passare il principio della continuità politica e creando il precedente del secondo mandato. E per mettersi il ferro dietro la porta, Orlando (sempre Leoluca) ha dato disposizione ai suoi di eleggere, con la forza dei voti, anche il vice presidente destinato all’opposizione, non certo un atto di stile ma di estrema sostanza. Il suo prescelto, neanche a dirlo, è Giulio Tantillo.

Numeri ala mano, Totò Orlando dovrà fare a meno dell’applauso collettivo come 5 anni fa, quando fu eletto con 49 voti su 50 (solo Antonella Monastra si espresse contro). Se non ci saranno agguati in aula sono 27 i consiglieri che si esprimeranno a favore del presidente uscente e del suo vice che, comunque, sarà eletto in votazione separata: i 24 della maggioranza, oltre allo stesso Tantillo e a Mineo e Cancilla, gli altri 2 di Forza Italia che seguiranno le indicazioni “trasversali”.

Sembrano, dunque, superate le resistenze degli altri pretendenti alla presidenza del Consiglio Comunale, in prima fila Cusumano e Bertolino. Ma anche Sala e Caracausi, sia pure in maniera meno evidente, non erano in prima battuta favorevoli alla soluzione Orlando bis. Senza contare che, se la maggioranza lo avesse appoggiato, anche Scarpinato avrebbe potuto aspirare alla carica ricevendo consenso anche dalla sponda opposta.

La forza di persuasione di Orlando (Leoluca, ovviamente) ha neutralizzato il dissenso indirizzato verso il suo omonimo e sulla carta anche quello che colpiva Tantillo. Le minoranze, al di là dell’indignazione di prammatica, stanno preparando una contromossa di valore mediatico. L’idea è di votare un candidato di bandiera dell’opposizione, “ma quella vera, non certo quella di Tantillo”, fanno trapelare, ad una settimana dal voto, dalle stanze dei Coraggiosi e affini. E la scelta potrebbe cadere su Ugo Forello, il consigliere più votato e il leader del gruppo più rappresentato a Sala delle Lapidi.

“Il fatto che la maggioranza elegga anche il nostro delegato è comunque una caduta di stile e una mancanza di rispetto per le opposizioni”, dicono dal raggruppamento che fa riferimento a Ferrandelli. Non è un mistero che se avessero potuto decidere in autonomia sarebbe stata Marianna Caronia la candidata alla vice presidenza. Velleità tritate dalla morsa Orlando – Tantillo e rimandate a migliore occasione.

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