“Ciao Valentina”: i giovani che fuggono da città senza futuro

Il suo nome è Valentina. Ricorderemo a lungo le sue parole, cariche di rabbia e passione. E quell’ironia che cela pathos e dolore, il paradigma di una generazione delusa che non ha avuto scelta. Nel suo immaginario dialogo con Palermo c’è il senso del destino di molti giovani che guardano verso un altro orizzonte. Costretti a guardare altrove per trovare un’idea di futuro. La loro avventura parte con un peccato originale, non c’è gioia, è la rabbia che fa recidere con violenza le radici, prima che sia troppo tardi. E si parte alla ricerca di altri suoni, altri colori e altri tramonti. Di questa Palermo e di questa Sicilia ammaliatrice per chi viene ma poi va, non sanno più che farsene. L’amore che stordisce che cede il passo ad una separazione ragionata, prima che le spira della nostalgia ti stritolino e che l’impossibilità di sognare sfregi per sempre i connotati del tuo destino.

Una generazione infinita che comprende chi cerca lavoro e chi un’istruzione che li renda idonei a trovarlo e che non può più godere delle mille sfumature che questa terra esprime. Sfumature che contribuiscono a creare quel fascino disordinato che molti scambiano per vita ma che resta solo disordine per chi reclama un’esistenza meno precaria. Sarebbe oltraggioso pretendere che il loro sguardo sia meno severo. C’è un’immagine sublime nel distacco di Valentina, quella madre che non sa tenerti attaccata al seno è densa di struggente realismo. Chi ti ha dato la vita ti nega di vivere. E allora devi scappare, non per trovare un’altra madre ma qualcosa che possa nutrirti. Di Valentina ormai ce n’è quasi una per ogni famiglia, è un distacco che abbiamo già vissuto in tanti. Quando questo avverrà sotto l’impulso della scelta potremo accompagnarli con un sorriso verso il porto che verrà. Finché è la necessità a guidare il loro addio dovremo soltanto piangere le lacrime della vergogna.

E non guardarmi così Palermo, un po' risentita e tacitantamente offesa, come tutte le volte che qualcuno Ti dice che va…

Pubblicato da Valentina Bullara su Lunedì 24 luglio 2017

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