Federica Pellegrini, le medaglie e l’amore che non ammette concorrenza

Io Federica Pellegrini la capisco. Ma come poteva entrare in acqua, battere record e conquistare medaglie se la parte principale delle sue energie erano destinate a gestire una fase turbolenta della vita privata? Per essere campioni 365 giorni l’anno bisogna nascere robot. E francamente Federica, con quell’aria scanzonata e perennemente ammiccante è l’ultima cosa che immagino vicina ad un robot. Sgombrata la mente dalle pene d’amore, mandato in soffitta ogni pensiero al confine con la sofferenza, l’acqua non le ha più fatto resistenza.

Direbbe la mia amica Fernanda che l’amore è talmente esclusivo da non ammettere altre intrusioni. Anch’io lo penso così, da anni, ma in silenzio ho cercato quelle controprove che potessero farmi ricredere. Perché, a pensarci bene, questo non è un bel pensiero. Significa che se si è innamorati si è confinati ad una vita vissuta a trequarti? Che amore inibisce? O peggio ancora inebetisce?

Tutte domande retoriche: la risposta ad ognuna è sì. L’amore stordisce e pretende il pensiero dominante. Accettarlo vuol dire concepire un’altra dimensione del sé. Se ne sei consapevole vivi felice, altrimenti nutriti del tuo ego e stai lontano dall’amore.

Se io penso a te, se io desidero te, cosa vuoi che m’importi dei 200 metri stile libero. Puoi a stento fare il tuo onesto lavoro, ma niente di creativo e totalizzante, perchè l’amore non ammette concorrenza.

La fase che precede l’amore quella sì che è energia pura, esplosiva. C’è la voglia di dimostrare ciò che sei, ciò che puoi. Vuoi essere un vincente secondo un’antica strategia di seduzione, sei un’iperbole vivente, titano invincibile che sposta montagne, eroe instancabile, eroina delle tre m, madre, moglie, mignotta. L’attesa del piacere che di per sé diventa piacere.

E poi e poi e poi in fondo al viale c’è l’amore. Se riesci a cavalcare questo mostro furente e a non farti disarcionare, non c’è record o medaglia d’oro che rimpiangerai. Ecco perché, cara Federica, alle segrete pagine del mio diario, confesso che della tua vittoria non riesco proprio a gioire. Come del resto non hai fatto tu. Quel tocco al bordo della vasca ha solo rivelato la sconfitta del cuore.

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