Il Dalai Lama a Palermo: perché pagare un biglietto?

La visita del Dalai Lama a Palermo contiene qualcosa che stona. Per assistere alla “Conferenza sulla Educazione alla Gioia” che il leader spirituale della comunità buddista terrà al Teatro Massimo di Palermo tra meno di 2 mesi, si pagherà un biglietto d’ingresso. Circuito Ticketone, proprio come fosse una popstar. Prezzi popolari, per carità, dagli 8 euro del loggione ai 12 euro della platea. Ma il fatto di pagare un biglietto, sebbene anche di poco costo, invita ad un altro ragionamento. A Teatro esaurito, pur calcolando la massima tariffa per i 1381 posti disponibili, si arriverebbe ad un incasso di 16.572 euro (quello effettivo, quindi, non supererà i 14.000 euro). È concepibile che per un evento così straordinario non ci sia un intervento Istituzionale a copertura di questa cifra? Diego Bellia, responsabile della segreteria di Leoluca Orlando (che del Teatro è anche presidente) e ben più che un braccio destro del sindaco, ha risposto su Facebook, a chi sottolineava il contrasto tra spiritualità e sbigliettamento che “il Teatro Massimo è il più grande di Palermo, idoneo per ospitare un evento di tale levatura. Il Teatro ha un costo giornaliero alto. In più si devono pagare i Vigili del Fuoco, i service etc etc”.

Sulla natura dei costi non ci piove, ciò che turba è che per  il Dalai Lama si applicano i ragionamenti legittimi per un qualsiasi spettacolo, dove si mettono a bilancio le spese per service, Vigili del Fuoco, etc etc.

Dalle parole di Bellia si evince, fra l’altro, che l’incasso non andrà a nessuno dei soggetti coinvolti nell’organizzazione (Barbera e Partners, Sangha onlus, Centro buddista Muni Gyana), ma servirà a pagare le spese vive di un evento che La Repubblica.it (nel dorso di Palermo, articolo del 9 maggio scorso) sottolinea essere organizzato dal Comune di Palermo.

Che sia un problema di sicurezza? Da escludere, perché il biglietto non è nominale e Ticketone si sincera soltanto che chi acquista non sia un robot, in pratica un’autocertificazione anti bagarinaggio. Forse è un sistema per assicurarsi una sala gremita da un pubblico motivato? Su questa ipotesi arriva una conferma da Nadia Speciale che attraverso Barbera e Partners è un prezioso supporto per ciò che riguarda la comunicazione dell’evento, esattamente come 21 anni fa in occasione della prima visita a Palermo del Dalai Lama. “Ci siamo allineati – spiega – con le altre tappe del tour italiano del Dalai Lama, nelle quali è previsto un biglietto. Sappiamo che la sua presenza attrae non solo i buddisti e quindi si è ritenuto opportuno seguire un criterio di partecipazione motivata all’evento. E del resto si tratta di un costo molto contenuto, quasi simbolico”.

Sarà. Ma con così pochi posti disponibili e con un così alto appeal dell’evento, un pubblico attento e il tutto esaurito sarebbero state in ogni caso due certezze. E la gestione ad inviti avrebbe avuto un impatto meno stridente con la natura della conferenza.

La delibera del Comune di Palermo, con la quale viene individuata la forma di partecipazione pubblica, chiarisce alcuni aspetti questione. L’Amministrazione, infatti, si impegna alla copertura delle spese eccedenti all’intervento di sponsor, da dividere tra tutti i Comuni che ospiteranno il Dalai Lama (Messina, Taormina, Palermo, Pisa e Firenze). Al momento – fanno sapere da Palazzo delle Aquile – l’unica spesa riguarda 14 biglietti aerei dall’India all’Italia, con destinazione finale Germania. I costi di ospitalità a Palermo (e degli spostamenti interni in Sicilia) sono già in conto agli sponsor. Quindi il biglietto serve ad annullare l’unica voce supplementare di spesa, cioè quella del Teatro Massimo e dei correlati obblighi di legge.

Conoscendo la sensibilità di Leoluca Orlando, la sua convinta adesione alle istanze di pace proposte negli anni dal Dalai Lama, che oltre ad essere un premio Nobel e anche cittadino onorario di Palermo, viene davvero difficile, nonostante tutto, dare una spiegazione a questi 10 euro – il costo di una pizza più coca – che serviranno per stare il 18 settembre al cospetto del nostro concittadino Tenzin Gyatso.

Jose Marano

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