Tassa di soggiorno, abusivismo Imu e Tari: il grido d’allarme degli albergatori

Oggi la città di Palermo sta vivendo un momento di particolare appeal turistico che ci deve vedere tutti quanti maggiormente responsabilizzati nel consolidare anche in termini produttivi non solo l’aumento dei flussi ma anche la qualità degli stessi. Ritengo che l’amministrazione oggi debba fare una riflessione intanto su un punto preciso: il turismo lo dobbiamo subire come dato di fatto o dobbiamo provare a gestirlo.
Con questo voglio dire che non è più un settore del quale non ci si debba occupare più di tanto e che le scelte di altri assessorati non possono che contemplare anche le esigenze di un settore che, cosi come riconosciuto, è la chiave di volta della nostra destinazione.
Occorrerebbe una precisa pianificazione di tutte le realtà turistiche cittadine, ricettive e dei servizi, comprenderne le necessità e programmare insieme interventi a sostegno del settore.
Questo per le imprese ma lo stesso vale per il visitatore che, non avendo riferimenti precisi, spesso vive esperienze non sempre all’altezza delle aspettative, trovandosi di fronte ad una realtà ancora poco organizzata che dell’improvvisazione, anche imprenditoriale, sta facendo il suo modus operandi.
Purtroppo, questo trend, ci auguriamo non momentaneo, sta generando la logica istintiva del fare che, se non governata adeguatamente, potrebbe tradursi in un vero boomerang per il settore.
Oggi attraverso le strutture ricettive, almeno quelle che contribuiscono al raggiungimento del risultato economico tramite il versamento dell’imposta di soggiorno, il comune introita, mediamente, circa due milioni di euro l’anno.
Un dato in crescita ma che certamente potrebbe essere superiore se non ci fosse il fenomeno della dispersione dei flussi generata dalla continua crescita di operazioni immobiliari che sono paradossalmente autorizzate ad incrementare i posti letto in città.
Dai dati che possiamo registrare, la città di Palermo si attesta al 48% di occupazione media annua. Un dato ancora troppo basso e che non giustificherebbe assolutamente ulteriori posti letto.
Le strutture ricettive sono ancora in sensibile sofferenza facendo i conti con un costo complessivo di attività che malgrado le migliori performance non è certamente competitivo rispetto ad altre destinazioni che proprio nel turismo hanno voluto investire non prima di aver pianificato le scelte.
Occorre adeguare anche i regolamenti Tari ed Imu per il settore ricettivo e prevedere misure di disincentivazione necessarie per fermare il fenomeno dell’abusivismo ricettivo oggi senza controllo alcuno.
Non ci piace dover assistere ad iniziative come quella portata avanti dall’Ersu che trasforma paradossalmente la sua mission con il beneplacito dell’amministrazione.
Iniziativa che, se pur pregevole nell’idea generale, contribuisce certamente a generare ulteriori disfunzioni del sistema, in una città dove tutti fanno tutto e solo pochi restano bloccati per continuare a seguire le regole.

 

Nicola Farruggio
Presidente Federalberghi
Provincia di Palermo
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