Sequestro beni di mafia: genero di Riina attacca il giornalista Salvo Palazzolo

Reazione vivace del genero di Totò Riina, che se la prende oggi su Facebook contro giornalisti e magistrati per il sequestro dei beni dei Riina lo scorso 19 luglio. Un attacco diretto a Salvo Palazzolo, cronista di Repubblica, e alla Procura di Palermo: “Palazzolo aspetta e spera, tu e tutta la procura di Palermo che ti foraggia gli scoop prima che le cose accadono” – scrive Tony Ciavarello. “E poi. Io non lancio tesi, io a differenza tua parlo per cose di cui sono certo e non come scrivi tu di ciò che i registi ti imboccano.”
Ciavarello afferma che il sequestro dei Carabinieri su ordine della Procura di Palermo sia “un altro polverone e processo mediatico in corso… sicuri che sia provenienza illecita? Questa volta ridiamo, e chi sbaglia paga i danni di sicuro.” Poi continua scusandosi con i cittadini di San Pancrazio Polentino, dove abita con la famiglia, “se involontariamente ho trascinato il paese all’onore delle cronache giornalettistiche”.
Accusando chi avrebbe “permesso ed autorizzato violenza verso gente innocente” e protestando “avete sequestrato con ingiusta violenza la mia azienda”, i post continuano dal 19 luglio fino all’attacco di oggi contro Palazzolo e la Procura palermitana, che ha procurato la reazione immediata a tutela del giornalista da parte degli organismi di categoria. Assostampa Sicilia e Assostampa Palermo, Ordine dei giornalisti e il Gruppo siciliano dell’Unione Nazionale Cronisti hanno subito manifestato sdegno e solidarietà.  “I giornalisti scrivono senza essere ‘imboccati’. Non ne hanno bisogno”, affermano i vertici di Assostampa e Ordine. “Il genero del boss Totò Riina può stare tranquillo perché sia il collega Salvo Palazzolo, professionista serio e competente, sia gli altri colleghi che seguono la cronaca a Palermo dimostrano ogni giorno capacità professionali indiscutibili. Non ci intimidiscono certi messaggi che francamente non sappiamo come interpretare, ci auguriamo soltanto che possano essere valutati da chi ha l’autorità competente per vigilare affinché la stampa libera possa continuare a svolgere il proprio lavoro in modo sereno e autonomo”.
Anche il Gruppo siciliano dell’Unci esprime solidarietà al giornalista di Repubblica: “Le aggressioni verbali rivolte a Salvo Palazzolo – sottolinea il presidente regionale dell’Unci Andrea Tuttoilmondo – sono il segno di come il suo lavoro vada nella giusta direzione”.


Il post di stamattina del genero di Totò Riina, stigmatizzato dagli organi di categoria dei giornalisti

Palazzolo aspetta e spera, tu e tutta la procura di Palermo che ti foraggia gli scoop prima che le cose accadono…E…

Pubblicato da Antonino Tony Ciavarello su Lunedì 24 luglio 2017

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