Alfano – Lagalla, scatta la voglia di grande centro

È finito il tempo della semina. Roberto Lagalla, se si vuole dare un senso alle sue ultime esternazioni, sarà candidato alla presidenza della Regione. Il suo lungo tour siciliano, da est a ovest, ma soprattutto l’indecisione che ancora regna a destra quanto a sinistra, hanno stimolato ancor di più la voglia dell’ex rettore dell’Università di Palermo di essere pienamente della partita. Per mesi ha atteso una chiamata, più dal Pd che da Miccichè, per amalgamare una coalizione larga comprendente anche la fascia moderata, proprio sul modello che ha consentito ad Orlando di stravincere a Palermo. Ma proprio la presenza ingombrante del sindaco gli ha fatto comprendere che i suoi buoni rapporti con Faraone a niente sarebbero serviti. Se il regista sarà Orlando, Lagalla dovrà percorrere altre strade. Fra i due c’è un gelo di antica data, non si sono mai presi, abituati come sono a stare in esclusiva al centro del palco.

Lo sprint di Lagalla potrebbe essere determinato dalla contestuale presa di posizione di Angelino Alfano, ormai deciso – e in parte costretto – a giocarsi la partita in proprio. Ammesso che la proposta di Miccichè di riavvicinarsi alla casa madre fosse reale, pronta è arrivata la sentenza di Berlusconi: “Angelino dove si è fatto l’estate si faccia anche l’inverno”. E allora piuttosto che l’elemosina a seguito dell’ancora non identificato candidato della sinistra, Alfano quasi certamente si affiderà ad una scelta autoctona: fare cartello con il centro moderato, imbarcando anche Giampiero D’Alia e le sue truppe, e offrire a Lagalla quel sostegno necessario ad integrare le forze di Idea Sicilia. Questo, del resto, è quanto i maggiorenti di Ap si attendevano già dalle Comunali di Palermo, andare da soli per ricominciare a costruire quel centro moderato ancora una volta eccessivamente frastagliato.

I sei giorni di tempo che separano Roberto Lagalla dalla conferenza stampa annunciata per sabato, potrebbero verosimilmente rappresentare il tempo necessario ad Alfano per perfezionare l’operazione. E se questa versione moderna del grande centro dovesse superare il quorum si aprirebbe anche una concreta possibilità di governo con chiunque vinca, ad eccezione del Movimento Cinquestelle. Una strategia riassumibile nelle parole che Alfano ha pronunciato a Giardini Naxos: “Dobbiamo costruire un centro politico che non insegua alcuna coalizione ma che può diventare indispensabile per chiunque voglia governare”. Più chiaro di così…

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