Lady Figuccia colpisce al cuore: per Orlando la presidenza del Consiglio è più di un problema…

A carte scoperte. La disfida tra Giulio Tantillo e Sabrina Figuccia ha aperto dentro Forza Italia una partita proiettata verso le Regionali di novembre. Non è un mistero che lo storico capogruppo azzurro ambisca a qualcosa di più che uno strapuntino a Sala delle Lapidi dopo tutti questi anni di onorato servizio. Non è un mistero che essendo uno che ha i voti non si turberebbe più di tanto se il partito gli proponesse lo scenario siciliano piuttosto che quello nazionale. E qui sorge un problema perché a Palazzo dei Normanni alloggia Vincenzo Figuccia che vorrebbe confermare il posto anche per i prossimi 5 anni. Angelo Figuccia, padre di Vincenzo e Sabrina, l’uomo che ancora tiene in mano le redini politiche della famiglia, e Giulio Tantillo non si sono mai sopportati, anche perché hanno interessi elettorali in zone comuni.

La questione della presidenza del Consiglio comunale di Palermo è la prova provata di quanto detto. Lady Figuccia ha lanciato il suo primo affondo colpendo al bersaglio grosso: “Tantillo negli anni ha dimostrato di saper dialogare bene con l’amministrazione Orlando…”. Un’accusa che da tempo circola nei corridoi del Palazzo. Se il sindaco non fosse riuscito ad avere la maggioranza in Consiglio sarebbe stato proprio Tantillo il candidato presidente, questa è la seconda diceria in ordine d’importanza. E al contrario di quanto sostiene quest’ultimo (“la collega è confusa e inesperta…”) Sabrina Figuccia, sin dalla sua prima uscita, ha invece dimostrato di essere spertissima. Un solo voto in più a Totò Orlando di quelli del blocco della maggioranza avrà un nome e un cognome perché tutto il resto dell’opposizione – dai grillini all’area dei Coraggiosi – è d’accordo con Figuccia nel reclamare un segnale di discontinuità.

Contro il secondo mandato di Totò Orlando, ma per questione di metodo, si schiera anche Giusto Catania. È ovvio che dopo averlo silurato dalla Giunta non gli si può parlare di continuità politica: “Ad occhi chiusi non voto nessuno, mi devono far capire il percorso politico. E la continuità non è una spiegazione convincente visto che per il governo della città si è scelto un altro percorso”.

Insomma per Orlando (Leoluca) la vicenda Orlando (Totò) si sta rivelando più che un fastidio di mezza estate, specie perché la candidatura del presidente uscente non è stata corroborata da un successo elettorale. Tanto da stimolare anche le ambizioni di almeno altri 3 consiglieri con più di un mandato alle spalle: nell’ordine di preferenze, Francesco Scarpinato, Giulio Cusumano e Fabrizio Ferrara. Se reggerà il metodo del sindaco (il sempiterno e sbrigativo “alla fine decido io”) Totò Orlando resterà il favorito ma dovrà temere la segretezza del voto. Altrimenti è già aperta la caccia al nuovo presidente, vicenda che qualche strascico polemico in seno alla maggioranza lo lascerà di certo. E poi dicono che lady Figuccia non è sperta