Agnelli e Juventus, da più di novant’anni connubio indissolubile tra impresa e sport

Umberto Agnelli (1934-2004) porge il pallone al figlio Andrea, attuale presidente della Juventus
Umberto Agnelli (1934-2004) porge il pallone al figlio Andrea, attuale presidente della Juventus

Il felicissimo connubio tra la famiglia Agnelli e la Juventus porta la data del 24 luglio del 1923, quando Edoardo Agnelli assunse la presidenza della società di calcio. Edoardo, appassionato sportivo, figlio di Giovanni Agnelli proprietario della Fiat, dichiarò subito la sua filosofia: “Dobbiamo impegnarci a far bene, ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio”. Attraverso un peculiare modello gestionale, la Juventus, fondata nel 1897 da un gruppo di studenti liceali, divenne la prima società sportiva italiana a raggiungere uno status professionistico ante litteram. Edoardo Agnelli istituì il cosiddetto stile Juventus, considerato un modello di rigore, disciplina e stabilità, sintetizzato dalle “tre S”: Semplicità, Serietà, Sobrietà.

Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della Fiat Giovanni Agnelli
Edoardo Agnelli (1892-1935), figlio del fondatore della Fiat Giovanni. Fu il primo della famiglia ad assumere la presidenza della Juventus

Edoardo avrebbe potuto inaugurare la sua presidenza con la Juventus campione d’Italia nella stagione 1923-24, la prima in cui venne introdotto nel calcio italiano lo scudetto come stemma onorifico assegnato alle squadre vincitrici del campionato federale, se non fosse scoppiato il “caso Rosetta”. Ai tempi i giocatori non potevano essere pagati dalle società, che stipendiavano quindi gli atleti migliori attraverso generosi rimborsi spese. Al difensore Virginio Rosetta, lasciato libero dalla Pro-Vercelli e passato alla Juve, fu contestata la modalità con cui avvenne il trasferimento di società e la Juventus, che guidava la classifica, fu sanzionata considerando perse a tavolino tre partite invece vinte con Rosetta in campo. Edoardo con la sua presidenza (1923-1935) iniziò comunque una stagione felice, in cui la Juve vinse 6 scudetti in 10 anni, di cui 5 consecutivi.
Il Quinquennio d’oro è il periodo in cui il club bianconero, vincendo i campionati tra il 1930-31 e il 1934-35, divenne la prima squadra di calcio con una tifoseria di carattere «nazionale», in un’epoca dove i tifosi erano concentrati nella città dove la società sportiva aveva sede o, al massimo, nella stessa regione.
La Juventus inaugurò il 14 maggio 1933 il più moderno impianto costruito nell’Italia di allora: lo stadio Comunale da 65.000 posti intitolato a Benito Mussolini (successivamente ribattezzato Vittorio Pozzo e, dopo i giochi olimpici invernali del 2006, Olimpico). Era il tempo della “Nazio-Juve”, quando la nazionale dove c’erano ben nove giocatori juventini vinse il Campionato del mondo del 1934 (allora Coppa Rimet). La fine del Quinquennio d’oro coincise con la prematura fine di Edoardo Agnelli.
A soli 43 anni l’erede del fondatore della Fiat, diretto a Genova con l’idrovolante del padre pilotato dall’asso dell’aviazione Arturo Ferrarin, ebbe un incidente durante l’ammaraggio all’idroscalo. I galleggianti del velivolo urtarono un tronco d’albero sull’acqua, l’aereo si ribaltò ed Edoardo morì decapitato dall’elica rimasta in movimento, mentre il pilota rimase indenne. La società non ebbe a lungo un altro Agnelli a guidarla. Non riuscì a riconquistare uno scudetto prima di quindici anni, nel campionato 1949-50.

Gianni Agnelli e Marcello Lippi (1995)
Gianni Agnelli (1921-2003) con Marcello Lippi nel 1995

Dopo la guerra, i figli di Edoardo assunsero la presidenza della squadra. Prima Giovanni Agnelli, presidente effettivo della Juventus dal 22 luglio 1947 al 18 settembre 1954. Poi Umberto Agnelli, presidente a soli 21 anni, che rimase in carica dal 1955 al 1962. Dal 1959 al 1961 fu anche il più giovane presidente della FIGC della storia. Fu lui a istituire la stella sulle maglie, quale riconoscimento per le squadre vincitrici di almeno dieci scudetti.
Con Andrea Agnelli, figlio di Umberto, attuale presidente, la Juve stabilì un altro primato, vincendo sei scudetti consecutivi. Oltre alla stessa Juve nel Quinquennio d’oro, in Italia solo altre due squadre si erano aggiudicate cinque campionati di seguito, il Torino (1943-1949, con due anni di stop per la guerra) e l’Inter (con uno scudetto assegnato a tavolino in seguito allo scandalo di Calciopoli).


Timeline del 24 luglio – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1911 – Hiram Bingham riscopre Machu Picchu “la città perduta degli Inca”
1923 – Edoardo Agnelli è eletto Presidente della Juventus. L’evento segna l’inizio del sodalizio tra la squadra e la famiglia Agnelli
1949 – Fausto Coppi vince il Tour De France precedendo in classifica Gino Bartali. È il primo ciclista a fare l’accoppiata Giro-Tour nello stesso anno
1969 – Programma Apollo: l’Apollo 11 ammara tranquillamente nell’Oceano Pacifico
1977 – In Italia, con l’emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica 24/07/1977 n. 616, viene attuato per la prima volta un primo forte decentramento amministrativo con il passaggio di molti poteri e funzioni dallo Stato agli Enti locali (Regioni e Comuni)

I NATI OGGI

1783 – Simón Bolívar, generale, patriota e rivoluzionario venezuelano
1802 – Alexandre Dumas, scrittore e drammaturgo francese
1907 – Vitaliano Brancati, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo
1921 – Giuseppe Di Stefano, tenore
1931 – Ermanno Olmi, regista, sceneggiatore e montatore
1944 – Peppe Barra, cantante e attore teatrale
1957 – Vincenzo Salemme, attore, commediografo e regista teatrale
1969 – Jennifer Lopez, cantautrice statunitense
1971 – Dino Baggio, allenatore di calcio e ex calciatore

 

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