Vincitori e vinti: a Palermo c’è un Orlando che ha poco da ridere

Quarantadue giorni dopo l’11 giugno è possibile capire chi alla fine ha vinto e chi invece si iscrive nelle liste dei perdenti. Palermo finalmente ha un nuovo Consiglio Comunale, il primo con 40 componenti. Ninni Terminelli, capogruppo della Rete sul finire degli anni ’90 e rimasto fuori stavolta nonostante quasi 900 voti, propone una riflessione pasoliniana che riportiamo in premessa: qual è la vera vittoria quella che battere le mani o i cuori? Alcuni dei 40 eletti certamente hanno fatto battere mani e cuori, per altri rimane un brindisi silenzioso e la magra soddisfazione del gettone di presenza.

Il Consiglio Comunale lista per lista

Alla coalizione di Leoluca Orlando, grazie al premio di maggioranza, la Commissione elettorale guidata dal magistrato Gioacchino Scaduto, ha assegnato 24 consiglieri. E cominciamo proprio da questo schieramento a valutare chi può davvero sorridere.

Nel Movimento 139, la lista dei fedelissimi del sindaco, l’unico che pur ottenendo il seggio, è meno autorizzato a farlo è Totò Orlando. “C’è vittoria e vittoria – sottolinea un compagno di cordata non eletto – uno che ha fatto il presidente del Consiglio per 5 anni e che porta lo stesso cognome del sindaco avrebbe dovuto spopolare. Negli ultimi 6 mesi è stato quasi un sindaco bis, eppure è arrivato solo terzo e per giunta dietro due degli ultimi arrivati in casa orlandiana…”.

Al netto del’invidia e della rivalità, qualcosa di vero c’è. Nella stessa lista esulta Sandro Terrani, proveniente da opposte esperienze politiche ma capace di piazzarsi appena dietro il consigliere uscente Fabrizio Ferrara, uno che ha saputo ben capitalizzare i 5 anni di consiliatura.

Ride, eccome se ride, Giulio Cusumano, primo in assoluto tra gli orlandiani e candidato in pectore alla presidenza del Consiglio Comunale. Negli ambienti vicini al “re” si dice però che questa sua eccessiva smania di apparire (e spesso con la fascia, a voler sottolineare la vicinanza al sindaco) potrebbe non giovargli nel segreto dell’urna di Sala delle Lapidi. Intanto, uno dei suoi concorrenti, Francesco Bertolino, seppure eletto gli è finito 1000 voti lontano.

Se contasse soltanto il numero di preferenze, la poltrona più alta della sala consiliare un proprietario già l’avrebbe e sarebbe Francesco Scarpinato che ha trascinato la lista dei Democratici e Popolari a ridosso di quelle d’ispirazione orlandiana. È il consigliere di maggioranza più votato in assoluto con 3.503 preferenze e gode di un certo consenso anche nelle fila avversarie. Cosa che nei giochi di Palazzo di certo non guasta. Il Pd ne piazza uno per corrente: Dario Chinnici (corrente Faraone) supera Rosario Arcoleo e Carlo Di Pisa.

Larghi sorrisi anche in casa Tamajo. Aristide ed Eddy, padre e figlio, con la lista Uniti per Palermo hanno fatto il pieno, come sempre, a Mondello e dintorni: 5 i consiglieri. La somma dei primi 3 è da record: 8.998 voti. Il primo degli eletti è Gianluca Inzerillo, secondo in classifica nelle liste di maggioranza (circa 300 preferenze in meno di Scarpinato). E nessuno in assoluto ha un secondo classificato come Ottavio Zacco (3.088 voti).

Brinda anche Sinistra Comune, i loro 4 eletti vanno oltre quota 1.000. Cosa non da poco, viene rispettata la presenza di genere: due uomini (Giusto Catania e Marcello Susinno) e due donne (Barbara Evola e Caterina Orlando).

Lacrimucce fra i Coraggiosi. In volata perdono il quarto seggio in Consiglio Comunale (che poi sarebbe il terzo perché a Ferrandelli è toccato di diritto). Nel computo finale è la lista della coalizione, tra quelle sopra il quorum, che ha preso meno voti, si ferma addirittura al 50% di Forza Italia. Fanno festa (ma no da ora…) Sabrina Figuccia (con il clan familiare associato), Giulio Tantillo e Marianna Caronia. La sensazione è che gli ultimi 2 li rivedremo alle Regionali di novembre. Qualche motivo di soddisfazione per l’ex vecchia guardia di Forza Italia: Alessandro Anello ed Elio Ficarra hanno superato la prova.

Il sesto consigliere al Movimento Cinquestelle rappresenta il classico premio di consolazione. Il gruppo guidato da Forello segna 3 record: primo per numeri di voti, per preferenze ad un singolo candidato (proprio Forello con 5.434) e per numero di consiglieri di una sola lista. Non c’è da fare saltare di gioia perché un paio di mesi fa erano altri i discorsi, ma sempre meglio che una scarpata sulle gengive…

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