Quelli che dicono “mai con il Pd”. Oh yes…

Spesso accade di leggere terminologie tipiche dello sport applicate alla politica, tipo “fare squadra” , “prendere in contropiede” e soprattutto “vincere” .
Vero è che nelle moderne democrazie basate su sistemi elettorali, vincere le le elezioni è l’obiettivo primario di qualsiasi forza politica, ma le similitudini in realtà si fermano qui, i due mondi sono totalmente diversi strutturalmente.
Nello sport vincere è quello che conta ma non sempre, la vittoria viene associata al trionfo assoluto dei tuoi schemi che in politica si chiamano ideologie o programmi o di un gioco divertente e spumeggiante.
Ai tempi del Mago trionfammo ovunque ma chi ricorda gli 1-0 stentati magari segnando al novantesimo? Ecco questa è una delle differenze che soprattutto nel mio campo “sinistro” rende impossibile il fare squadra di cui parlavo all’ inizio. Nella cultura di Sinistra o vinci ESATTAMENTE con le tue idee ed i tuoi schemi, trionfando ed annichilendo gli avversari o sei uno che fa inciuci, facile al compromesso, in una parola anzi due, venduto e traditore. Ora si da il caso che in Italia esistano in questa fase tre grandi famiglie politiche il PD, il centro destra, ed i 5 Stelle e che in nessuna di queste famiglie siano presenti i programmi di democrazia, accoglienza, welfare, difesa dei lavoratori e delle minoranze nel modo e nella misura in cui noi si crede. Ma a leggere cosa pensano i soloni della Sinistra la parola d’ordine è “mai con il PD“… e gli altri ?
Capisco… il PD ha governato malissimo sul piano delle politiche sociali, si è asservito alla UE su quelle economiche ed ha dovuto scendere a compromessi con Alfano su quelle dei diritti civili.
Ma con gli altri avremmo in agenda lo ius soli ? Avremmo una, pur pessima, legge contro la tortura? La corruzione ? Le unioni civili ? Tutte leggi in versione light… non si sa mai si incazzasse Angelino… ma con Grillo e Salvini dove saremmo ? Nie’… l’ argomento è sempre “mai con il PD” e non vorrei che a forza di praticarlo e con tutte le ragioni del mondo, si finisse col regalare il nostro 4/5% ottenuto dalla somma di tutti i micro partiti orgogliosamente indipendenti, al nulla, spianando la strada a vecchi e nuovi nemici della democrazia.
I nostri padri al tempo del governo di Brindisi dopo la svolta di Salerno si allearono con monarchici e democristiani per battere il fascismo non rinunciando né alla loro identità né alle loro idee, chiarendo che sarebbe stata una alleanza tattica e limitata nel tempo. Ma Togliatti e Nenni sapevano che, a volte, bisogna giocare per vincere anche per un piccolo, stentato ma indispensabile 1-0. Con affetto.

Mariolino

Mariolino Corso

Direttore editoriale