Siciliani Liberi: “Province, un altro caso di colonialismo”

Siciliani liberi e dipendenti ex provinceIl movimento politico Siciliani Liberi vicino ai dipendenti delle ex province. È quanto annuncia, con una nota, il suo candidato alla Presidenza della Regione, Roberto La Rosa.

“Oggi il mio pensiero va ai dipendenti delle ex-province, abbandonati a se stessi da ‘generali in fuga’, ma anche ai cittadini che non ricevono praticamente più servizi dalle province stesse.
Questo è un altro caso eclatante di COLONIALISMO!
Riassumiamo. Lo Stato ha tolto i tributi alle province, ha azzerato ogni trasferimento, accollandole tutte alla Regione.
Non contento di questo, chiede centinaia di milioni alle province (ormai prive di entrate) per contribuire al ‘risanamento della finanza pubblica erariale’ (cioè per pagare i debiti che lo Stato ha fatto per spese non fatte in Sicilia). Le funzioni, però (assistenza ai disabili, manutenzioni scolastiche e stradali) restano in capo alle stesse.
Risultato: non ci sono praticamente neanche i soldi per pagare gli stipendi. Per evitare il collasso, la Regione fa altri debiti e dà quel filo d’ossigeno che consentirà ‘forse’ di pagare gli stipendi, magari con ritardo, ma certamente non per dare servizi alla collettività. I dipendenti restano frustrati ed emarginati, precarizzati, non valorizzati.
Proteste contro lo Stato? Macché!
Affrontare la Questione Finanziaria Siciliana, la ‘madre di tutte le battaglie’? Macché!
La soluzione del governo regionale è quella di ripristinare i consigli provinciali elettivi per piazzare qualche politico di serie C in questo organo di sottogoverno. Sanno fare solo questo: “Spàrtiri pìcciuli”, quei pochi che restano, tra di loro.
Con gli indipendentisti alla Regione le ‘province’, riappropriandoci dei soldi dei Siciliani, saranno invece valorizzate, insieme ai loro dipendenti. Saranno trasformate in “Distretti”, più vicini al territorio (immaginiamo15 distretti, di cui uno apposito per le isole minori e tre ‘metropolitani’ ma veri) che garantiscano servizi, non solo scolastici, stradali e di assistenza, ma che facciano da organi periferici di regione e stato, assicurando la presenza dello Stato/Regione nel territorio, realizzando economie di scale su rifiuti, trasporto locale e approvvigionamento idrico, rispetto ai comuni partecipanti, e – per mezzo di funzionari regionali che sostituiranno i prefetti, affiancati ai Presidenti eletti dai Comuni consorziati – provvedere anche al mantenimento dell’ordine pubblico con la nostra Polizia Siciliana.
Dallo sfascio coloniale al rinascimento indipendentista”.

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