Il ricatto del signor Rosario che aspetta di essere esodato…

Un regalo inaspettato ma non troppo. La candidatura annunciata, sarebbe più giusto dire minacciata, di Rosario Crocetta ha raggiunto subito due obiettivi: ha fatto ulteriormente capire che nel Pd c’è tanta confusione e ha rilanciato la competitività del centrodestra che sembra si stia coagulando attorno a Nello Musumeci.

Crocetta sa che l’esperienza di governo ha fiaccato la sua credibilità ancor prima della sua popolarità. Non avrebbe alcuna possibilità di assicurarsi il bis a Palazzo D’Orleans, ma è certamente in grado di far perdere la sua coalizione sottraendo anche quella piccola percentuale che riuscirebbe a portare a casa. È chiaro a tutti che nella corsa a tre, con Il Movimento Cinquestelle alla pari se non davanti ai due storici schieramenti, le differenze saranno esigue.

Crocetta sa anche che nel suo partito di provenienza di sponde non ne potrà trovare, specie dopo che anche a Roma hanno detto a chiare lettere di considerare chiusa la partita della ricandidatura.

Ma intanto la soluzione del candidato è lungi dall’essere trovata. Piero Grasso tace e il suo silenzio è eloquente. I tentativi di convincerlo ad accettare la candidatura non si sono ancora esauriti, ma al momento non ci sono gli estremi per professare ottimismo. Tanto che sotto sotto si ricomincia a parlare di primarie.

Crocetta ha intercettato questo clima di indecisione che, a suo pensare, lo autorizza a rilanciare: “Io mi candido”. Una sfida giocata in maniera palese non tanto e non solo sul piano delle Regionali ma del suo personale futuro. Se il Pd vorrà evitare l’emorragia di questa ormai piccola percentuale di voti ristagnanti al seguito del Governatore, dovrà cercare una soluzione. Quello di Crocetta è un vero e proprio ricatto, quello che in gergo psicologico si chiama ricatto emotivo, la minaccia, cioè, di una futura punizione se il soggetto a cui è rivolta dovesse disattendere le sue aspettative. E quale sarebbe l’aspettativa di Crocetta? Quella di essere esodato: un accordo per lasciare il posto in cambio di una copertura elettorale. Anche se, vista l’età (66 anni) e il rendimento di questi ultimi 5 anni, il signor Rosario altroché se non meriterebbe direttamente la pensione…

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