Libero Grassi, Cosa Nostra lo uccise con quattro colpi di pistola alle spalle

Libero Grassi nacque il 19 luglio, giorno della Strage di via D’Amelio. Non chiese protezione dopo aver denunciato pubblicamente il racket del pizzo. La mafia ebbe paura di lui e della sua determinazione. Lo uccise sparandogli alle spalle.

Libero Grassi (1991)
Libero Grassi a Samarcanda (11 aprile 1991)

Fu chiamato Libero in onore di Giacomo Matteotti detto “Tempesta”, politico socialista la cui voce parlò coraggiosamente contro la violenza e l’ingiustizia finché fu ucciso dai sicari fascisti. Era nato a Catania il 19 luglio 1924, poco più di un mese dopo il delitto Matteotti. La famiglia si trasferì a Palermo quando aveva otto anni.

Negli anni Cinquanta Libero Grassi aprì con il fratello un’impresa tessile nel capoluogo siciliano. Negli anni Sessanta si mise in proprio fondando la Sigma, che prima della morte di Libero aveva un fatturato di 7 miliardi di lire e impiegava un centinaio di lavoratori. Grassi fu tra i fondatori del Partito radicale di Marco Pannella e si impegnò in seguito attivamente in politica nel Partito Repubblicano.
Le prime serie richieste estorsive risalgono agli anni Ottanta. Libero Grassi rifiutò di pagare il “pizzo” alla mafia e iniziarono le ritorsioni. Furono rubate le paghe dei dipendenti della Sigma. Grassi decise di denunciare con la massima visibilità le richieste del racket del pizzo. Il Giornale di Sicilia pubblicò il 10 gennaio 1991 una lettera in cui spiegava con fermezza il suo rifiuto a pagare 50 milioni di lire chiesti da Cosa Nostra: “Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia.
Chiesta solidarietà all’interno di Confindustria Palermo, il presidente di allora, Salvatore Cozzo, democristiano della corrente di Salvo Lima, prese le distanze da lui pubblicamente, esprimendosi contrario ad assumere iniziative che potevano descrivere la Sicilia come una terra dove a causa della criminalità l’impresa non può crescere.
La denuncia pubblica contro il racket del pizzo ebbe come immediato effetto tangibile l’arresto degli estorsori della Sigma, i fratelli Avitabile, il 19 marzo 1991.

Per fare tacere la voce di Libero Grassi, di cui aveva paura, la mafia dovette sparargli alle spalle

Fece grande scalpore la sua intervista dell’11 aprile 1991 a Samarcanda, trasmissione di Rai Tre condotta da Michele Santoro, attraverso cui le denunce di Grassi sulla dimensione del racket del pizzo ebbero una ribalta nazionale, scuotendo l’opinione pubblica.
Pochi mesi dopo, il 29 agosto 1991 alle sette e mezza di mattina, appena uscito di casa, Libero Grassi fu ucciso in via Alfieri a Palermo, con quattro colpi di pistola alle spalle.
Durante i funerali, ai quali prese parte una grande folla tra cui il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il figlio Davide alzò le dita in segno di vittoria mentre portava la bara del padre. Che visse combattendo, morì da vincitore. Gli assassini, Salvino Madonia e Marco Favaloro, vennero arrestati e condannati.


Timeline del 19 luglio – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1848 – Diritti delle donne: Inizia a Seneca Falls (New York) la Convenzione sui diritti delle Donne
1954 – Elvis Presley pubblica il primo singolo, That’s All Right, Mama
1975 – Viene fondato il primo parco divertimenti stabile in Italia (Gardaland)
1976 – Montréal: Nadia Comăneci, 14 anni, diventa la prima atleta a ottenere il punteggio perfetto di 10 nel corso della XXI Olimpiade
1992 – Palermo: a pochi mesi dalla strage di Capaci, viene ucciso dalla mafia il procuratore della Repubblica Paolo Borsellino

I NATI OGGI

1834 – Edgar Degas, pittore francese
1897 – Giacomo Devoto, glottologo e linguista
1924 – Libero Grassi, imprenditore
1934 – Melo Freni, giornalista, scrittore e regista
1935 – Giuseppe D’Urso, ingegnere
1962 – Mario Fargetta, disc jockey e produttore discografico
1966 – Lucrezia Lante della Rovere, attrice

malinconia, donna in riva al mare

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Dario Fidora

Direttore editoriale