Totò Riina a processo: secondo i giudici “può stare in giudizio”

È andata a vuoto la richiesta dei legali di Totò Riina di sospendere il processo nel quale è imputato il boss corleonese per minacce al direttore del carcere di Opera. Secondo gli avvocati, Riina “non capisce più e non capiamo cosa dice”: tecnicamente non sarebbe in condizione di stare in giudizio.

I giudici milanesi hanno invece ritenuto Riina in “piena capacità di intendere e volere e di stare in giudizio”. Il Tribunale ha anche evidenziato che nella relazione dei medici di Parma – dove si trova in regime ospedaliero detentivo –  è sottolineato che Riina appare “vigile e collaborante”.

Una vicenda che riporta nuovamente a galla la detenzione di Totò Riina e le sue condizioni fisiche (“sarebbe a rischio di una morte improvvisa”, sempre secondo la relazione clinica) che furono al centro della cronaca dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione sul diritto alla morte dignitosa del boss che suscitò la reazione indignata di Sonia Alfano, l’ex parlamentare europea e figlia del giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto.

Oggi un nuovo capitolo: da un lato la relazione dei medici che evidenziano il rischio di morte improvvisa di Riina, dall’altro i giudici milanesi che da quello stesso documento fanno derivare la certezza della consapevolezza del boss e della sua capacità di “stare in giudizio”.

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