Fiat, l’impero italiano delle quattro ruote fondato nel 1899

Alla fine dell’Ottocento alcuni aristocratici e notabili torinesi appassionati di tecnologia e meccanica finanziano la costruzione della prima automobile italiana, realizzata da Giovanni Battista Ceirano. L’anno dopo, nel 1899, costituiscono una società per produrla in scala industriale, che chiamano FIAT, dando vita a quello che sarebbe diventato il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del XX secolo. Tra i fondatori un possidente, sindaco della piccola città di Villar Perosa, di nome Giovanni Agnelli.

La prima automobile italiana, modello “Welleyes”, fu realizzata e brevettata dalla società “Accomandita GB Ceirano & C.” costituita nell’ottobre 1898 a Torino. Tra i soci c’erano Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti, che il mese successivo, insieme ad altri appassionati di tecnologia e meccanica tra cui Giovanni Agnelli, furono tra i cofondatori dell’Automobil Club di Torino (divenuto poi nel 1905 l’ACI-Automobil Club Italia). Agnelli, proprietario terriero, nel 1896 era diventato socio di capitale delle Officine Storero, che producevano biciclette, e aveva procurato un contratto per importare dalla Francia i tricicli «Prunelle» dotati di un piccolo motore a scoppio De Dion-Bouton.

Dalla Ceirano alla F.I.A.T. – Fabbrica Italiana di Automobili Torino

Una delle prime pubblicità dela Fiat

La piccola autovettura Welleyes a due posti, che raggiungeva i 35 Km orari, ebbe subito un grande successo commerciale ma la Ceirano non era in grado di far fronte alle ordinazioni. Bricherasio e Gatti proposero quindi a un gruppo di conoscenti di costituire un’impresa in grado di costruire automobili su scala industriale.
La compagine sociale fu costituita formalmente l’11 luglio 1899 a Palazzo Bricherasio col nome di “Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili-Torino”. L’azienda mutò subito il suo nome adottando l’acronimo FIAT, ritenuto dai soci beneaugurante. Pare che l’unico a sollevare alcune perplessità fu il conte Cacherano di Bricherasio, cui il nome sembrava richiamare suggestioni biblico-religiose, in contrasto con le sue convinzioni marxiste.

Giovanni Agnelli fu coinvolto nella costituzione solo perché il giorno prima aveva rinunciato un altro finanziatore, Michele Lanza. Agnelli rilevò una parte della quota che gli era destinata.

La nuova azienda acquistò la Ceirano e iniziò a produrre il modello “Fiat 3 ½ HP“, copia della “Welleyes”. La fabbrica nel 1900 fu trasferita nei locali più adeguati di corso Dante Alighieri.

Giovanni Agnelli assume il controllo della Fiat

Giovanni Agnelli, co-fondatore della Fiat nel 1899

Giovanni Agnelli, dal 1902 direttore generale, divenne consigliere delegato con ampi poteri, curando la gestione commerciale della FIAT. Tra i soci nacquero presto dei dissapori. Bricherasio, il principale finanziatore, nell’autunno del 1904 annunciò di voler verificare le carte per denunciare illeciti e intrighi di cui si era convinto. Non riuscì a portare avanti il suo proposito poiché fu trovato misteriosamente morto nel castello del duca Tommaso di Savoia-Genova, cugino del re Vittorio Emanuele III, dove gli inquirenti dissero si era suicidato con un colpo di pistola alla nuca.
Nel 1906, a seguito di un aumento di capitale, Giovanni Agnelli divenne azionista di maggioranza della Fiat. L’azienda era stata posta in liquidazione, poi rifondata immediatamente senza i soci originari e con il nome privo dei punti nell’acronimo F.I.A.T. Il 23 giugno 1908 Agnelli venne denunciato dal questore di Torino per “illecita coalizione, aggiotaggio in borsa e falsi in bilancio”. Il 29 novembre 1908 il ministro della Giustizia Orlando intervenne, con una pesante ingerenza nei confronti della magistratura torinese, affermando che “un’azione penale nei confronti di Agnelli avrebbe avuto conseguenze negative sulla nascente industria nazionale, in particolare piemontese”. Nonostante ciò, il 23 agosto 1909 Agnelli venne rinviato a giudizio per rispondere di aggiotaggio e truffa. Il 22 maggio 1912 il tribunale assolveva Agnelli. Dopo il ricorso del pubblico ministero si tenne il giudizio di secondo grado in cui l’ex ministro Orlando assunse la difesa. E fu confermata l’assoluzione.

La Grande Guerra: Fiat inizia la produzione di mezzi militari su larga scala

La Fiat, che aveva fornito mezzi militari all’esercito italiano per la vittoriosa guerra in Libia del 1911, durante la Prima Guerra Mondiale crebbe in maniera incredibile: fornì automezzi all’esercito italiano e a quello russo, aumentando i propri dipendenti da 4.000 a 40.000.
Agnelli ottenne dal governo che Torino venisse dichiarata zona di guerra. Gli operai furono militarizzati e persero le pur minime tutele sindacali, il diritto di sciopero e vennero sottoposti al codice militare di guerra.

La Fiat e il fascismo

Inaugurazione Fiat Mirafiori - 1939
Inaugurazione Fiat Mirafiori – 1939

Sostenitore del fascismo, nel 1923 Giovanni Agnelli divenne senatore del Regno. Durante il regime la Fiat ottenne importanti misure protezionistiche, che impedirono a società rivali come Ford e General Motors di gestire fabbriche in Italia e imposero sulle loro vetture forti dazi doganali. Dal 1929 cominciò la produzione di automotrici ferroviarie, chiamate poi Littorine. Durante il regime iniziò la produzione di vetture utilitarie (nel 1932 la Balilla 508, nel 1936 la 500 Topolino).
Nonostante l’enorme sviluppo del gruppo Fiat durante il ventennio, Mussolini preferiva l’Alfa Romeo, cui destinò particolari misure di favore tra la fine degli anni ’30 e i primi ’40.

La Fiat di Agnelli, come altre grande imprese che sostennero il regime, godette ampiamente della protezione dello Stato. In seguito alla crisi del 1929 emerse che i tre più grandi istituti bancari italiani, Banca commerciale italiana, Credito italiano, Banco di Roma erano in stato d’insolvenza. I sostanza i grandi capitani d’industria italiani, che sedevano nei consigli di amministrazione delle tre banche, avevano finanziato il capitale azionario delle loro aziende con i soldi dei risparmiatori, non rischiando in questo modo un centesimo dei loro patrimoni. Giovanni Agnelli faceva parte del cda del Credito Italiano. Fu un crack di 3.000 miliardi, molto più devastante per l’Italia dell’epoca di quello di 700 miliardi provocato da Michele Sindona nel 1974. I tre istituti furono assorbiti dall’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale creato da Mussolini e lo Stato coprì frode e ammanco.

La Fiat dal secondo dopoguerra a oggi

Fiat 500, modello del 2017
Fiat 500, modello del 2017

Dopo la fine del conflitto, attraverso il Piano Marshall la Fiat poté ricostruire e rilanciare i propri stabilimenti. Tra i ’50 e i ’60, la Fiat si impose definitivamente nel settore automobilistico italiano, acquisendo nel tempo marchi come Lancia e Alfa Romeo ma anche Autobianchi, Innocenti e Abarth.
Fiat divenne il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del XX secolo, e, nel settore automobilistico, la maggior casa produttrice del continente europeo e la terza a livello mondiale, dopo le statunitensi General Motor e Ford, per un ventennio, prima dello scoppio della crisi iniziata alla fine degli anni ottanta.
Oggi il marchio Fiat fa parte del gruppo italo-statunitense Fiat Chrysler Automobiles con sede ad Amsterdam.


Timeline del 11 luglio – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1893 – Kokichi Mikimoto ottiene la prima perla coltivata
1899 – A Torino nasce la FIAT
1955 – La frase In God We Trust (Confidiamo in Dio) viene aggiunta su tutte le banconote statunitensi
1962 – Prima trasmissione televisiva transatlantica via satellite
1975 – Archeologi cinesi scoprono un grande luogo di sepoltura contenente 6.000 statue di argilla raffiguranti    guerrieri, risalenti al 221 a.C.
1982 – La Nazionale di calcio Italiana vince il suo terzo titolo mondiale
2004 – Alle ore 22:21 viene scaricato legalmente da iTunes Store il brano musicale numero 100.000.000, il primo era stato scaricato 441 giorni prima il 28 aprile 2003 (con una media di 220.000 brani scaricati al giorno)

I NATI OGGI

1881 – Luigi Motta, scrittore, commediografo e giornalista
1890 – Giacomo Albanese, matematico
1892 – Thomas Mitchell, attore statunitense
1926 – Teddy Reno, cantante, produttore discografico e attore
1927 – Theodore Harold Maiman, fisico statunitense
1934 – Giorgio Armani, stilista e imprenditore
1943 – Luciano Onder, giornalista, conduttore televisivo e storico
1959 – Suzanne Vega, cantautrice statunitense
1963 – Maurizio Martinelli, giornalista e conduttore televisivo
1983 – Peter Cincotti, cantautore e pianista statunitense

 

 

 

Pin It on Pinterest