Grillo e Casaleggio incoronano Cancelleri

Grillo e Casaleggio hanno incoronato Giancarlo Cancelleri. Alle Regionali di novembre i Cinquestelle si presenteranno con lo stesso candidato di 5 anni fa. Ma stavolta con la concreta possibilità di vittoria. L’esito delle Regionarie era come un qualsiasi Juventus – Ascoli, una partita dall’esito scontato, fra rivali che indossano una maglia dagli stessi colori. Pochi hanno creduto che il lotto partecipante a questa ultima tornata (Trizzino, Listì Maman, Foti, Zito, Cappello, Mariano, Scarcella, Tancredi) potesse insidiare il posto che Giancarlo Cancelleri s’è costruito in 5 anni intensi di lavoro in Assemblea Regionale, ma anche tessendo le giuste relazioni con gli attivisti delle altre province. E poi ha potuto contare sulla lealtà di tutti i concorrenti più insidiosi, a partire dal palermitano Giampiero Trizzino, che non hanno forzato i confini delle regole interne (niente cordate, per intenderci) neanche in questa seconda fase. Insomma, nessuno dei contendenti ha portato in dote ad un collega il suo pacchetto di voti per provare a scalzare la leadership di Cancelleri, consolidata ma non da tutti accettata.

Grillo si è concesso questo atto piccolo bagno di folla anche per mettere in soffitta a sua ultima e non proprio felice apparizione siciliana in occasione delle recenti elezioni comunali. Dello stato maggiore mancava solo Di Battista, perché a Palermo s’è presentato anche Luigi Di Maio, forse meno amato del Dibba dai simpatizzanti ma in possesso delle credenziali giuste all’interno del Movimento.

Beppe Grillo ha voluto sottolineare l’importanza della partita in Sicilia, regione sempre importante sotto il profilo elettorale per il contesto nazionale. Lo sa bene il Pd, Forza Italia e naturalmente anche “l’armata gialla” a 5 Stelle: un successo nell’Isola sarebbe il miglior viatico per conquistare Roma. E poi c’è da tirare il morale alle sue truppe fiaccato da troppe polemiche interne, scandali e scaldaletti che hanno mascariato l’immagine da duri e puri costruita non solo a colpi di vaffa ma anche con una presenza costante sui grandi temi della politica siciliana. Se il finanziamento della costruzione della trazzera è stato l’episodio più eclatante dal punto di vista mediatico, in tanti amano ricordare l’attivismo parlamentare del gruppo pentastellato. Da oggi, tuttavia, si gioca un’altra partita, quella di convincere i siciliani che oltre alla protesta il Movimento sarà in grado di governare, che non c’è soltanto antipolitica nel dna grillino, che la svolta in Sicilia è ancora possibile. Una partita che Grillo per primo, sa non essere per nulla scontata.


Immagini dei partecipanti al raduno del Movimento Cinque Stelle al Castello a Mare di Palermo