Regionarie Cinquestelle: a Palermo passa Maman. Ecco cosa diceva tre mesi fa dei grillini

Neanche il tempo di proclamare i vincitori delle Regionarie, i candidati che il prossimo novembre spingeranno la lista targata Cinquestelle verso la conquista di Palazzo D’Orleans, che già si profila una grana. E viene da Palermo, sezione dove è stato eletto l’avvocato Alì Listì Maman. Per chi ha memoria corta si tratta del candidato che alla vigilia della presentazione della lista per le Comunali di Palermo ritirò la sua disponibilità, accusando apertamente Movimento e compagni di cordata con un post che non lasciava adito a dubbi.

“Mi ero illuso di trovare all’interno del M5S un gruppo di persone che animate da buoni intenti fossero aperte alla collaborazione, al confronto, al lavoro di squadra che coinvolgesse tutti e non escludesse nessuno, alla valorizzazione delle conoscenze e delle esperienze diverse che ciascuno portava in dote. Purtroppo non è stato così, e per queste ragioni non mi sento più di proseguire un percorso politico nel quale sono certo non ci sarà spazio per il contributo che avrei offerto con le mie conoscenze, le mie idee ed i miei valori”.

Questo è quello che scrisse sul proprio profilo facebook Alì Listì Maman, ritirando la propria disponibilità a concorrere sotto la bandiera di Beppe Grillo a sostegno di Ugo Forello. Era lunedì 3 aprile scorso, appena 90 giorni fa, nel corso dei quali i rapporti con i grillini si sono formalmente e praticamente interrotti. C’è stata, a dire il vero, l’immediata solidarietà da parte di Forello e molti altri candidati a Maman che, dopo il suo abbandono, era stato oggetto di insulti razzisti via web. E poi, ovviamente, più niente. L’idillio tra Maman e i Cinquestelle del tutto tramontato.

Esaurito l’effetto di questo caso, il secondo dopo lo scandalo delle firme false durante la travagliata campagna elettorale per le Comunali di Palermo, era scattato il silenzio assoluto, anche perchè le parole dell’avvocato non lasciavano adito a ripensamenti.

Su facebook Maman aveva persino smesso di parlare di politica se si eccettua la solidarietà al collega di Sinistra Comune, Md Alamin, anche lui bersaglio di attacchi razzisti. E invece a sorpresa, ecco spuntare nuovamente Maman nella lista di Palermo delle Regionarie, per lo stupore anche dei suoi ex compagni di squadra. Attenzione alla dicitura che ha preceduto le votazioni in rete e la possibilità di essere presenti in lista: potevano partecipare, sia in fase attiva che passiva, soltanto gli iscritti comprovati. Una formula che lascia fuori dalla porta chi non rispetta le regole interne del Movimento. Maman non si è fatto mettere alla porta se n’è andato con i suoi piedi e con clamore, lanciando accuse anche di un certo rilievo.

Per sua scelta ancor prima che di regola non avrebbe dovuto partecipare neanche a questa prima fase delle Regionarie. E invece, almeno in teoria, con la sua vittoria si apre un doppio scenario: potrà essere inserito nella lista della circoscrizione di Palermo per un posto all’Ars e potrà addirittura essere in corsa per la carica di governatore, se lo vorrà.

Il condizionale è d’obbligo perché la sua presenza, già nei giorni scorsi non era passata inosservata e più di un militante aveva espresso disappunto. Si intuiva che se Maman avesse superato la prima selezione qualche problema sarebbe sorto. E in seno al M5S tutto auspicano meno che polemiche dopo ciò che ha segnato l’intera campagna elettorale per il Comune di Palermo. C’è chi, sottovoce, rivela: “Nel nostro regolamento non è candidabile chi si ritira da una precedente competizione elettorale. Ma è chiaro che, dopo quello che ha detto e al di là delle regole, non bisognava dargli la possibilità di essere in lista. Di fatto si era già messo fuori dal Movimento”. La domanda adesso è questa: si è trattato di una svista, oppure da Roma è arrivato il perdono?

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