Giornata del bacio: ecco i kiss di Orlando, Zamparini, Crocetta, Lagalla e Faraone che non vedrete mai

Oggi è la giornata mondiale del bacio, l’apostrofo rosa sulle parole t’amo, secondo la celebre definizione di Edmond Rostand, l’autore del Cyrano de Bergerac, sapientemente rilanciata negli anni ’60 dalla Perugina che ne fece quasi un marchio di fabbrica. Le giornate mondiali sono un momento di riflessione, per lo più su argomenti marginali.

L’idea geniale (?) di dedicare una giornata al bacio nacque in Gran Bretagna nel 1990, proprio nei giorni dei campionati di calcio in Italia, quando gli azzurri e l’Inghilterra abbracciati e festanti tentarono di dimenticare la delusione di una mancata finale. Un gesto di fratellanza suggellato anche da qualche bacio. Casto e sulle guance. Al contrario, in Russia il bacio che sottolinea fratellanza è quello caloroso sulla bocca (ricordate Breznev e i segretari dei partiti comunisti dei Paesi dell’Est?).

Baciare fa bene, all’anima e forse di più al corpo. Nel bacio c’è scambio di batteri, si aumentano le difese immunitarie e si previene la carie. Per l’invidia di tutti i single, chi bacia il partner prima di andare a letto, in media, vive 5 anni di più. Secondo uno studio del 2012, guidato dalla psicologa Serenella Salomoni, gli italiani sarebbero i migliori baciatori del mondo. Giuseppe Tornatore, nel suo film Oscar “Nuovo Cinema Paradiso”, ci regala una sequenza finale di baci cinematografici da far venire giù i lacrimoni. Noi più modestamente vi proponiamo la nostra carrellata. Però di baci impossibili. Come quello tra Orlando e Cuffaro, per esempio. Dal giorno del loro duello alle Regionali del 2001, la rivalità politica (anche se una volta stavano dalla stessa parte) si trasformò in intolleranza assoluta, l’uno per l’altro. E restando in casa del sindaco, altro bacio impossibile è quello con Fabrizio Ferrandelli: nel cuore del prof non c’è spazio per chi tenta di affrancarsi dalla sua sfera d’influenza. Con Renzi no, qualche pomiciatina si potrebbe fare, un bacetto a fior di labbra ma poi ognuno per la sua strada. Il Patto per Palermo (che in realtà è proprio un bacio alla francese…) nasce sotto questo auspicio, anche perché Orlando preferisce parlare con i capi piuttosto che con i litigiosi capetti siciliani in eterna e sotterranea contrapposizione.

Nasce da un bacio a prima vista impossibile il governo Crocetta: senza lo “schiocco” di Miccichè, numeri alla mano  mai avrebbe potuto superara il blocco moderato. Da allora fingono persino di conoscersi, l’unico punto di contatto tra i due è Patrizia Monterosso, la top manager che i due hanno baciato in epoche diverse: Miccichè lanciandone la carriera dentro la pubblica amministrazione, Crocetta santificandola fino a portarla nel gradino più alto della burocrazia.

Un bacio tra Zamparini e i tifosi della Nord? Impossibile, impossibilissimo perché il tradimento è una cosa che incide sul sentimento della rabbia, la provoca, la esalta.  E quindi il bacio ce n’est pas possible.

Escluderemmo anche il bacio tra Fabrizio Micari e Roberto Lagalla, rettore ed ex rettore dell’Università di Palermo. Il secondo, nel gioco dell’alternanza tra esponenti di Medicina e Ingegneria, ne ha favorito l’elezione portando in dote il suo consenso; il primo non appena eletto ha smantellato meticolosamente ogni presenza residuale del primo nell’apparato accademico. Oggi Lagalla lancia un movimento politico (Idea Sicilia) per provare a ridurre le distanze tra il centro e il centrosinistra, Micari viaggia, in assoluta contrapposizione al predecessore, sulla scia di Orlando, senza apparentamenti palesi (come si conviene ad un rettore) ma sulla scorta di affinità elettive. Tra i due c’è un muro, altro che baci.

In casa Dem è più che proibito pensare al bacio tra Faraone e gli altri leader regionali. Ma come, direte, ormai non sono tutti renziani? Si, però ciascuno con i suoi distinguo. Possono sbaciucchiarsi fra di loro Cracolici e Lupo, ma mai dare confidenza a chi per primo provò (senza successo) a fargli le scarpe. Il ragionamento è: noi abbiamo i voti e lui comanda? E sappiamo bene che rancore e bacio sono due parole che neanche Mogol potrebbe mettere in rima.

Che scoop sarebbe un bacio a labbra dischiuse tra Ugo Forello e Riccardo Nuti dopo le porcherie che si sono scambiati qualche mese fa? Niente, rassegniamoci, non avverrà mai.

Si sono baciati ma non lo faranno mai più Maria Falcone e Alfredo Morvillo, Massimo Russo e Lucia Borsellino, Giovanni Pepi e Antonio Ardizzone. Tutti casi in cui le aspettative dell’uno sono state vanificate dai comportamenti dell’altro.

L’ultimo pensiero è per Giuda, simbolo eterno di quel bacio che non si dovrebbe dare. La colpa più grave non sono i 30 denari ma il fatto è prologo d’amore e non può essere messo all’asta. Di Giuda l’umanità ne conta a palate, in quanto a discepoli l’Iscariota non eguaglia il suo profeta, ma quasi. Per il Giuda contemporaneo il bacio è superfluo, basta un emoji. Non è più un apostrofo rosa, ma quello spazio bianco tra le parole Stai sereno…

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