Il deputato Anzaldi attacca Dolce&Gabbana: “Nel loro video nessun riferimento alla lotta contro la mafia”

Eccola servita la polemica su Dolce&Gabbana in salsa parlamentare. E ci pensa, manco a dirlo, un palermitano di nascita e rutelliano d’adozione. Michele Anzaldi, giornalista, per tanti anni responsabile dell’ufficio stampa di Rutelli nelle varie fasi della sua carriera pubblica, oggi deputato Dem, non ha saputo resistere al richiamo della dichiarazione a tutti i costi. E così detta la sua linea rammaricandosi della scelta dei due stilisti, rei d’aver omesso, nel video che celebra l’evento a Palermo, un qualsiasi riferimento alla mafia.

“Purtroppo, troppo spesso – ha sottolineato Anzaldi – Palermo è conosciuta nel mondo proprio per Cosa Nostra. Un video che sta facendo il giro del mondo avrebbe potuto ricordare in qualche modo la lotta dei palermitani contro la mafia e il prezzo di sangue pagato dalla città. C’è un solo monumento, per quanto discusso e oggetto di dibattiti, che ricorda tutti i caduti nella lotta contro la mafia e si trova a piazza XIII Vittime… Forse avrebbe potuto trovare spazio nel video di D&G. Peccato, un’occasione persa”.

Fin qui i fatti. Passiamo alle opinioni, per pareggiare quelle espresse dal collega parlamentare Anzaldi. A primo acchito sembrano parole buone per i motori di ricerca, una pratica ormai consolidata: vedere quale notizia tira e intervenire, per così dire, in chiave sentimentale.

Poi si può anche entrare nel merito. Il riferimento alla lotta alla mafia e alle vittime di Cosa Nostra sarebbe stata un’imperdonabile ruffianeria di Dolce e Gabbana, una sequenza banale e fuori contesto. Il video non è didascalico ma giocato sulle suggestioni. Il monumento di piazza XIII Vittime è tra i più brutti che possano essere stati concepiti, buona parte dei palermitani nemmeno ne conosce la dedica, figuriamoci nel resto del mondo. Palermo ha quasi all’unanimità giudicato intollerabile il passaggio dedicato a Giovanni Falcone durante il recente concerto di Radio Italia, perché di un certo tipo di retorica, fortunatamente, si sta liberando. Poco alla volta, quasi impercettibilmente, ma si sta liberando. Non è un caso che quest’anno, per la prima volta, gli studenti abbiano trovato il coraggio di contestare la passerella del corteo commemorativo del 23 maggio. Oggi di altre passerelle, francamente, non si sente il bisogno. Neanche se firmate D&G.

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Pubblicato da Dolce & Gabbana su Martedì 4 luglio 2017

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