Regionarie, gli uomini di Grillo scelgono il loro governatore

Oggi è la giornata che Beppe Grillo ha enfaticamente indicato come quella della “rivoluzione gentile dei siciliani”. Nove ore di Regionarie sulla piattaforma Rousseau per scegliere il candidato alla presidenza della Regione. Un gazebo virtuale che sarà un fondamentale banco di prova per la classe dirigente dei Cinquestelle siciliani, dopo il caso delle firme false, gli strascichi giudiziari e le polemiche che hanno portato alla sospensione e all’auto esclusione di buona parte di quei militanti che, specie, a Palermo hanno per anni rappresentato l’anima e la voce quasi esclusiva del Movimento.

Tra l’ondata di entusiasmo del 2012 – un successo clamoroso e inaspettato che portò gli uomini di Beppe Grillo per la prima volta dentro i Palazzi delle Istituzioni –  e oggi c’è di mezzo il flop di Trapani, la mezza delusione delle comunali di Palermo, la sensazione che vincere è possibile ma non più scontato come appariva sino alla primavera scorsa. Proprio le comunali di Palermo hanno tolto certezze e ne hanno regalato qualcuna in più alla coalizione che ruoterà attorno al Pd.

In ogni caso il giudizio che uscirà dalle Regionarie sarà, in prima analisi, legato al numero dei click. Perché se è vero che si tratta di una prova di democrazia diretta è anche vero che una legittimazione di scarsa portata numerica non sarebbe il giusto carburante per la corsa che attenderà il “prescelto”.

E a proposito del candidato governatore in pochi hanno dubbi: Giancarlo Cancelleri è il favorito numero 1. Anche perché il Movimento sembra ancora immune da giochi di alleanze che avrebbero potuto coagulare tutte le varie altre anime esistenti all’interno.

Sui meccanismi di voto è inutile soffermarsi, appartengono al lato fideistico della questione. Potranno esprimersi solo i militanti accertati. Al di là della facile ironia che la formula potrebbe provocare, resta però automaticamente fuori chi avrebbe interesse a “inquinare” il voto. A scegliere saranno solo quei militanti che hanno giurato fedeltà alla bandiera.

Per Beppe Grillo questa rivoluzione gentile parte da un dato numerico niente male: 700 sono i partecipanti alle Regionarie, “un dato non solo numerico che è indice di un grande cambiamento culturale”. E poi una stoccata ai due schieramenti che parte diretta e senza mascheramenti. “Noi domenica prossima ci incontreremo a Palermo per proclamare la nostra squadra e il nostro candidato presidente,  mentre gli altri litigano per i nomi che, probabilmente, arriveranno come sempre all’ultimo minuto”.

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