Vernazza, i 3 gol e quel segreto…

Quando nel 2000, per celebrare il centenario della fondazione del Palermo, il Giornale di Sicilia indisse il concorso: “Qual è il più grande giocatore del secolo?”, a vincere, anzi a stravincere fu Julio Carlos Santiago Vernazza, detto semplicemente “GHITO”. Ma io, pur amandolo alla follia, non lo votai, preferendogli Cestmir Vycpalek, detto semplicemente “CESTO”.

Da sempre, quando devo fare una scelta cruciale, mi lascio guidare più dal cuore che dalla ragione e il cuore quel giorno mi disse di votare Vycpalek, che non era solo il mio grande campione ma un amico fraterno .

Pensate che da allora, anche per un solo momento, io me ne sia pentito? Nient’affatto e, quindi, la cosa si può chiudere qui… Solo che io non ho mai confessato, neppure a me stesso (e se lo faccio ora è perché nella vecchiaia si diventa finalmente sinceri fino all’autolesionismo) il vero motivo per il quale non lo votai: so che non ci farò una bella figura, ma ormai il dado è tratto.

Ecco la verità: “Ghito”, nel dicembre del ’58, mi fece fare un tale “trunzu i mala fiura” (figuraccia) che per giorni e giorni venni canzonato dai miei più cari amici-tifosi dei tempi. E, per questo, gli ho serbato un inconfessato, sordo ed insensato rancore.

Ora vengo e mi spiego.

Col solito gruppo di amici dell’epoca, tutti come me innamorati marci del Palermo, quella domenica pomeriggio, io vero “scanazzatu” diciassettenne, ero al mio solito posto in Curva Nord per vedermi Palermo-Como, divisione nazionale serie B, campionato ‘58/’59. Erano ormai più di dieci anni che non mi perdevo una partita del Palermo alla Favorita, anzi, quando potevo, lo seguivo pure in trasferta.

Insomma ero un ultrà ante-litteram.

Quel Palermo aveva cominciato tutt’altro che bene il campionato, anche se Vilardo, come al solito, rassicurava tutti garantendo che “Stavolta andremo in serie A!”.

Il gioco, però, non decollava e, per di più, nel Como c’era un certo Baldini che stava facendo ammattire De Bellis a furia di scatti, dribbling e finte. Insomma, andammo sotto prima di un gol, poi di due e la reazione del Palermo, per quanto rabbiosa, non sembrava produrre risultati positivi.

Io facevo il diavolo a quattro. Come sempre. E forse perché mi agitai troppo o perché a pranzo avevo mangiato di fretta e furia, ad un tratto venni colto da spasmi viscerali così potenti da farmi piegare in due dal dolore. Insomma, rischiavo di farmela addosso. Resistevo, resistevo ma ad un certo punto – stavamo perdendo 2-0 e mancava meno di un quarto d’ora al 90’ – mi precipitai giù per gli scaloni alla ricerca di un bagno. Quivi giunto, mi liberai, ritrovando all’istante la… gioia di vivere e, almeno all’inizio, non feci caso, da laggiù dove ancora mi trovavo a braghe calate, al potente e ininterrotto coro: “Ghi-to!… Ghi-to!…. Ghito!”.

Mi sistemai alla meglio e risalii a gambe levate, mentre il cuore mi ballava in gola: “Ma chi fa, pareggiammo?”. Riaffacciatomi sul prato verde, vidi la curva tutta in piedi, in visibilio per Vernazza. “Ghi-to…. Ghi-to…”.

Solo allora realizzai che mi ero perso i tre gol di Vernazza. Risultato finale: Palermo-Como 3-2 !!!!!

La felicità mi travolse, mi gettai sul primo tifoso a portata di mano e lo abbracciai manco fosse mio fratello. Poi corsi al mio posto, per condividere la mia gioia con i miei amici, ma li trovai schierati come in posizione strategica, con le mani sui fianchi e un sorrisino sulla labbra, ch’era tutto un programma: “Minchia, cuci’, ti pirdisti i tri gol ri Vernazza… Comi puoi ruormiri stanuotti, ah?”.

Sembrava finita lì e invece per tutta la serata e le giornate successive fu tutta una litania di sfottò e battute al vetriolo, la più velenosa, questa: “Ora co sapiemu, Benni, una raccumannazzioni: pe prossimi partiti, tieniti pruontu… Appena u Paliermu è in difficoltà, tu u sai chiddu c’ a fari!”.

Ora che ho confessato, mi sento finalmente più leggero, ma penso: questa mia “magagna” in fondo, fino ad oggi, la conoscevano in pochi, ma quando il Gazzettino di Sicilia la pubblicherà, apriti cielo… Perfino l’ambulante, supertifoso della Juve e mio accanito lettore di cronache rosanero (solo per il piacere di sfottermi, dopo ogni sconfitta del Palermo) avrà un motivo nuovo per rendersi ancora più… simpatico di come già non sia. Bah… mi toccherà cambiare strada e comprare pesche e albicocche, altrove. Senza sapere che roba mi daranno e senza lo sconto che, comunque quello mi faceva: “Amunì, pi cunzulariti re tri ggol chi pigghiò assira u Paliemmu, ti fazzu una carezza! …

Ma cosa non farei per amore del Palermo e della mia incontaminata reputazione di tifoso rosanero?

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