Zampa, agnello e sugo

Il finale era quasi scontato, il Palermo resta nelle mani dell’uomo di cui un’intera città voleva liberarsi. L’ira di Orlando e dei tifosi rosanero: nuove contestazioni in vista? È un “pensiero laterale” a Baccaglini e al tatuaggio che porta sul petto…

Il finale è tutt’altro che inatteso. Il Palermo resta a Zamparini, il cetriolo in mano a Baccaglini. Proprio perché la notizia era nell’aria, il pensiero prende strade laterali e arriva dritto al cuore dell’ex iena dove campeggia lo scudetto del Palermo. Ve lo dice uno che ha provato il ghirigori dell’ago sulla pelle: quel tatuaggio gli avrà fatto male. È questo farà partire qualche risolino, lo sappiamo. Pensare a Baccaglini che ora dovrà fare i salti mortali per giustificare questa colossale figura di m… e per di più dovrà portarsi a vita (perché non sarà facile mimetizzarlo) quell’orribile ricordo…
Avrà il dente avvelenato anche il sindaco Orlando che solo pochi giorni fa si era avventurato – e non si capisce perché – in una dichiarazione pro closing (“Il Palermo è in buone mani…”). Potremmo gentilmente chiedergli in base a quali informazioni le mani sarebbero state buone?
Certo, c’è di peggio. I tifosi rosanero, ad esempio, quelli veri che se ne andavano a vedere il Palermo a Trapani o in trasferta a Casarano, non meritavano di certo questa ennesima presa per i fondelli. In due anni hanno esaurito il campionario di una vita.
Radio tifo fa trasparire che c’è in vista un’altra contestazione in pubblica piazza dopo quella della settimana scorsa davanti al Teatro Massimo.
La fine della trattativa segna un’ulteriore mortificazione. Quello che Zamparini non vuol capire ( e che ignora anche la schiera di prezzolati a gettone che gli va dietro) è che i palermitani avrebbero accettato anche la serie B, ma non vogliono perdere la dignità. Oggi accoppiare la parola calcio a Palermo provoca crisi di risa in tutta Italia.

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