Morandi, Caproni, La Vardera: caccia all’eroe di inizio estate

Se n’è appena andato il primo mese dell’estate, segnato da tre personaggi che hanno spadroneggiato in lungo e in largo su media tradizionali e social network. Cosa resterà nella nostra memoria breve di questi ultimi 30 giorni se non la caduta di Gianni Morandi dal palco del concerto e di Radio Italia? È stato l’idolo di generazioni di teenager italiani, personalmente sacrificavo ore di calcio in giardino per sentire Lelio Luttazzi gridarne il nome nella Hit Parade (Chimera e Il giocattolo contemporaneamente in classifica…), la sua Uno su mille è un inno per ogni sognatore indefesso. E cosa fa Morandi? Prima s’accoppia con Rovazzi ( perché se nella vita non si fa una cosa senza senso San Pietro, quando sarà, non ti lascia entrare), poi decide di sfidare di accennare un personalissimo man walking all’indietro con le conseguenze che tutti sappiamo.

Prima di lui, involontariamente, si era appropriato della scena nazionale il poeta estinto Giorgio Caproni, protagonista degli esami di maturità , testimone di quanto a volte devono divertirsi coloro i quali scelgono le tracce degli esami di maturità. “Vediamo come finiamo sui giornali”, avranno pensato. Ed ecco servito Caproni, magnifico poeta ma conosciuto quanto Gerardo Carmine Gargiulo nella pop music italiana.
E prima di tutti, ma non nel gradino più alto nell’ipotetico podio di giugno, c’è Ismaele, iena come Baccaglini (Palermo non ha fortuna con questo brand…), campione di questa avventura elettorale alla Totò, destinatario di qualche “carezza” Benigno e qualche smadonnata leghista. La Vardera, che nella vita farebbe il giornalista, ci fa ricordare la frase che un mito della nostra professione quale Enzo Biagi indirizzò a Pozzetto reo di averlo piantato in asso alla vigilia di una diretta: “Mi ha fatto comprendere la differenza tra un comico e un buffone”. Al netto di tutto Ismaele ci ha fatto comprendere la differenza tra chi fa il giornalista di professione e chi invece, cresciuto nella scuola della spregiudicatezza, applica altre regole per ricavarsi 10 minuti di celebrità, che oggi più che mai, non si negano a nessuno.

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