Il dopo Crocetta: il nome (quasi) nuovo è Ottavio Navarra

candidato a presidente regione Ottavio NavarraNella settimana segnata dal rifiuto (motivato ma non del tutto perentorio) di Piero Grasso e dalle schermaglie subliminali, sul fronte destro, tra Musumeci e Miccichè, arriva quella che può considerarsi una notizia: ci sarà un nuovo candidato nella corsa a presidente della Regione. Si tratta di Ottavio Navarra, uno che nella sinistra ha una sua reputazione costruita negli anni ’90 in quel Pds con il quale diventò deputato nazionale (1994, a soli 29 anni) nella famosa legislatura che vide la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Navarra era stato uno dei leader della Pantera, il movimento studentesco che agli inizi dei ’90 aveva animato la protesta nelle Università italiane. Poi anche corrispondente de L’Ora da Marsala e infine segretario regionale della Sinistra Giovanile della Sicilia.
Sembrava l’enfant prodige (è un classe 1965) di una stagione che andava a caccia di entusiasmo e nuove figure capaci di provocarlo. La sua ascesa continuò sino al 1996,  quando decide di candidarsi all’Ars dopo lo scioglimento anticipato delle Camere. Viene eletto ma due anni dopo dichiarato decaduto per un vizio procedurale.
Continua il suo impegno politico (consigliere comunale a Marsala, membro della segreteria regionale durante la gestione di Claudio Fava), ma intanto fonda la casa editrice che porta ancora oggi il suo nome. È uno dei pochi politici siciliani a poter vantarsi di essere citato in una canzona rock, una dedica che gli fecero i Modena City Ramblers nel loro pezzo “La banda del sogno interrotto “, titolo che sembra, per certi versi riassumere la sua vita politica. Un sogno che potrebbe riprendere il suo corso in maniera meno convenzionale.
Navarra è stato uomo di partito, ligio alle regole di partito (si ritirò dalla corsa alla segreteria regionale per appoggiare Bernardo Mattarella), cresciuto nel rispetto dell’etica politica che i partiti incarnavano.
Oggi la storia sarebbe diversa, basta leggere la sua dichiarazione pubblica (ovviamente Facebook) per capire che i presupposti sono altri. Le sue intenzioni erano state anticipate e diffuse per la stessa strada da Beppe De Santis, un altro che con la sinistra ha avuto a lungo a che fare prima di abbracciare istanze autonomiste. Oggi si parla di un “campo largo alternativo” capace di pescare nel bacino dei delusi di sinistra e dei Cinquestelle e di ridurre la tentazione di abbandonarsi all’astensionismo.
Quello di Navarra è solo un annuncio, un’uscita che gli servirà per capire le reazioni di quel mondo a cui è sempre appartenuto e di quel civismo laico a cui sembra voler rivolgersi. Si è dato qualche giorno di tempo per sciogliere le sue riserve e aderire all’invito di personalità e movimenti che ne hanno sollecitato l’impegno pubblico. Tra una settimana compirà 52 anni, chissà se la candidatura non sarà il più stravagante dei regali di compleanno…

Ecco cosa scrive in un post.

“In questi ultimissimi giorni uno schieramento di forze fatto da movimenti, partiti, collettivi mi ha proposto di guidare una coalizione in grado di imprimere una svolta alla regione siciliana.
Voglio, in primo luogo, ringraziare quanti hanno manifestato affetto e sostegno attorno a questa proposta.
Ritengo, altresì, utile chiarire alcuni aspetti per me fondamentali al fine di maturare una scelta in tale direzione.
Penso che oggi la Sicilia abbia bisogno di un governo in grado di segnare una profonda discontinuità con quanto fin qui accaduto.
Le condizioni dei siciliani e delle siciliane sono peggiorate, inefficienti rimangono servizi e infrastrutture, nessuna speranza sembra intravedersi per i giovani, la gestione dei servizi pubblici è inadeguata, le imprese siciliane che hanno resistito percepiscono la regione come un ostacolo e non come una risorsa, i dati sulla disoccupazione sono drammatici.
Tutto ciò ha responsabilità precise in chi ha assunto la guida della Sicilia e che non può ripresentarsi credibilmente agli occhi dei siciliani.
Occorre per tale ragione uno schieramento che cambi passo, che apra le porte, che unisca quanti da tempo non vanno più a votare nauseati da quello che vivono, che non accetti più la logica del meno peggio.
Questo schieramento alternativo in Sicilia c’è. Bisogna comprendere se sarà disponibile a buttare il cuore oltre l’ostacolo e mettersi in campo in ogni comune, in ogni angolo della nostra terra.
In questi giorni valuterò dunque se è possibile costruire un largo schieramento non di testimonianza ma in grado di competere per vincere con dignità e senza compromessi inaccettabili.
Penso in questo senso, sul piano politico, alle forze progressiste e della sinistra, ai movimenti che hanno combattuto battaglie nei loro territori contro scelte scellerate, a chi si è battuto per difendere i beni comuni e per la difesa dei nostri valori costituzionali, ai tanti amministratori che con coraggio hanno tenuto in piedi le istituzioni con determinazione costruendo anche ipotesi di eccellenze amministrative, ai tanti cittadini e cittadine che vorrebbero orgogliosamente sentirsi siciliani.
Mi permetto di aggiungere che questo desiderio di cambiamento lo respiro anche tra tanti elettori e militanti del PD e del Movimento 5S che cominciano a comprendere l’inadeguatezza dei progetti che fin qui i loro gruppi dirigenti hanno sostenuto.
Lo schieramento che, quindi, voglio verificare è uno schieramento ampio e colorato. Un insieme di forze che amerei chiamare del coraggio e della speranza.
I prossimi giorni saranno quindi impegnati in una verifica di tale ipotesi e alla fine di questa verifica sarà mia cura comunicare la scelta che riterrò opportuno compiere”.

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