Due infermieri del Cervello in missione nel Kurdistan per insegnare una nuova tecnica

Da Palermo a una delle zone più pericolose del pianeta, il Kurdistan iracheno, dove la guerra è costantemente di casa e la povertà si tocca con mano. Protagonisti di quest’avventura sono Eugenio Guerriero e Salvatore Carollo, infermieri del Cervello che, per due settimane nel corso di questo mese, sono stati per volontà propria e a titolo gratuito all’Hiwa Cancer Hospital di Sulaymanyya, per affiancare infermieri e medici locali nell’avvio del nuovo centro trapianti del loro ospedale. In particolare, i due hanno prestato il loro aiuto per quanto riguarda le applicazioni di cateteri venosi centrali a inserzione periferica, una tecnica per la quale si sono specializzati con un apposito master, e che li vede anche inseriti nel programma Picc Team, la struttura di specialisti a Villa Sofia-Cervello.

“È stata – spiegano Guerriero e Carollo – un’esperienza magnifica. Siamo andati lì per insegnare, ma in realtà abbiamo ricevuto tantissimo e continuiamo a tenerci in contatto con medici e infermieri anche attraverso i social”. E durante il loro soggiorno nel Kurdistan, i due infermieri palermitani si sono trasformati anche in cuochi, cucinando panelle con la farina di ceci portata dietro assieme agli attrezzi del loro primo vero lavoro, e preparando anche parmigiana di melanzane o pasta con la zucchina fritta. Prelibatezze tipiche siciliane, consumate rigorosamente dopo il tramonto, quando si interrompe il digiuno del Ramadan.

Motore principale del progetto è stato il professore Ignazio Majolino, che negli anni ’90 ha fondato e diretto proprio a Palermo il Centro trapianti di midollo osseo dell’Ospedale Cervello. L’iniziativa è stata, inoltre, sostenuta dall’Agenzia italiana per la cooperazione dello sviluppo e fatta propria dall’organizzazione non governativa Fondazione Avsi – People for development. Entrambe hanno provveduto a fornire all’Ospedale di Sulaymanyya, già dotato di tutte le attrezzature necessarie, l’occorrente know-how per far decollare l’attività di trapianti di midollo osseo.