Catania, il sindaco ombra lo sa fare

Giusto Catania, in ricordo di Enrico Berlinguer, istituisce a Palermo il sindaco ombra. Come tra gli anni ’60 e ’70 il vecchio Pci autoproclamava un governo alternativo, attribuendo a uomini scelti, vere e proprie deleghe per incalzare i ministri democristiani (e non solo…), così il leader di Sinistra Comune ha deciso di stimolare la Giunta appena nata sui temi più cari alla precedente esperienza amministrativa.

Fuori dal governo di Palermo, Catania fa capire ad Orlando che non sono previsti sconti. “In Consiglio Comunale saremo i più orlandiani – ha tenuto a precisare l’ex assessore alla Mobilità -”.

Ma il sottinteso recita: “Non per questo abbiamo smesso di fare politica alla nostra maniera”.

E così Catania è il sindaco di Sinistra Comune, il portatore sano di quelle istanze sociali che la formazione più a sinistra della coalizione vincente non vuole siano messe a rischio. Il suo appello ad Orlando non lascia fraintendimenti. Come sottolinea in un post.

“La proposta del governo italiano di impedire l’attracco al porto di imbarcazioni che salvano le vite umane è un atto di inciviltà e di barbarie, incompatibile con cultura giuridica e la storia del nostro Paese.
La chiusura dei porti italiani ai migranti sarebbe un vulnus alla nostra Costituzione e contribuirebbe ad alimentare una cultura xenofoba e razzista che rischia di diventare, sempre di più, egemone nella vita del nostro Paese.
A Palermo impediremo, in tutti i modi, che si attui un simile misfatto: siamo pronti a praticare qualsiasi atto di disobbedienza civile, attivando tutte le istituzioni e le realtà sociali che in questi anni hanno fatto diventare la nostra città “capitale della cultura dell’accoglienza”.
Lo abbiamo scritto nella “Carta di Palermo” e non abbiamo intenzione di rinunciare all’identità di una città che in questi anni ha accolto migliaia di migranti, vivi e morti.
Per questa ragione, chiedo al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di manifestare al Presidente Gentiloni la netta contrarietà della città di Palermo alla proposta avanzata dal governo italiano che rischia, ulteriormente, di favorire il genocidio dei migranti nel Mediterraneo.
La cultura dell’accoglienza è già scritta nel nome della nostra città, Palermo è la città “tutto porto”, proprio a segnare la visione di una comunità che non intende praticare alcuna forma di respingimento”.

Si rassegni Orlando, oltre all’opposizione di Ferrandelli e Forello, naturale e pregiudiziale, ci sarà sempre una “zanzara” che lo pungerà sulla guancia sinistra…

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