La Sicilia che brucia e le cifre della vergogna

La Sicilia brucia, anche quest’anno, nei primi giorni di scirocco. Inutile tentare di capire oggi, con le fiamme che ancora propongono la loro devastante avanzata, se c’è una mano dolosa dietro il fuoco che sta divorando ettari di verde.
Ma è sicuro che ancora una volta il livello di impreparazione supera la decenza. Ciò che è emerso, nella prima fase di esame delle responsabilità appare vergognoso. Mezzi di soccorso inagibili per guasti meccanici o addirittura per mancanza di benzina, nessun elicottero dedicato, disponibilità solo dei mezzi aerei della Protezione Civile nazionale che servono anche Sardegna e Calabria. Ciò a fronte di un contingente di risorse umane di grande entità: 6.500 lavoratori stagionali addetti all’antincendio, 1.800 operai destinati alla pulizia boschiva e al l’eliminazione delle sterpaglie. Incendi dolosi o natura inclemente che sia, nel bilancio della Regione una posta di 240 milioni di euro per la copertura di stipendi e oneri sociali è vanificata dall’incapacità di mettere a sistema investimenti, uomini e mezzi. E ciò che è accaduto nelle ultime ore potrebbe essere niente visto che l’emergenza caldo durerà ancora un paio di giorni.

Spegnimento incendi
© MICHELE NACCARI/ STUDIO CAMERA

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