Nuovo attacco hacker globale. Colpita anche la centrale di Chernobyl

Un nuovo attacco hacker sta mettendo nelle ultime ore ko i computer di gran parte del mondo, a causa di un virus denominato Petya che – come è successo con WannaCry circa un mese fa – mette sotto scacco i file per poi chiedere in cambio della loro “liberazione” un riscatto di 300 dollari in Bitcoin. Tra i bersagli del ransomware, individuato dalla società di cybersicurezza Group-Ib citata dall’agenzia di stampa russa “Tass”, c’è soprattutto l’Ucraina dove le infezioni hanno mandato in tilt anche la centrale di Chernobyl: a un certo punto, proprio per l’attacco subito, per monitorare le radiazioni si è dovuti passare in modalità manuale.

Petya si sta diffondendo un po’ ovunque, in Gran Bretagna, Francia, India, e un’ottantina sono finora le aziende finite nel suo mirino, tra cui la società britannica che opera nel settore della pubblicità Wpp e il colosso dei trasporti danese Moller-Maersk, da dove sarebbe arrivata la prima denuncia di attacco informatico. E ancora Nivea, il produttore siderurgico russo Evraz, la compagnia alimentare Mondelez International e la ditta francese Saint Gobain, solo per citare qualche nome. In Ucraina sarebbero stati attaccati anche i computer dei più alti funzionari governativi, come il vice premier Pavlo Rozenko, e pure la rete metropolitana assieme all’aeroporto Borispol di Kiev.

Adesso si sta cercando di capire se la diffusione del virus sarà capillare come nel caso di WannaCry oppure se gli esperti informatici saranno in grado di contenerlo. Intanto, le notizie di contagio si stanno moltiplicando di ora in ora. Secondo l’Ucraina dietro questo nuovo attacco informatico globale ci sarebbe lo zampino della Russia, anch’essa, però, colpita. A Mosca nessuno avrebbe ancora risposto alle accuse ucraine.

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