Le ragioni di Orlando

Leoluca Orlando ha ragione, una buona Giunta di governo non ha bisogno di personale politico in senso stretto. Non deve essere un obbligo ma neanche una pregiudiziale, questo va detto a scanso di equivoci. Orlando ha ragione ad avere intrapreso questo percorso almeno per due motivi. Il primo fa riferimento alla sua non tanto nuova filosofia del cosiddetto civismo che di fatto taglia fuori i partiti da ogni ruolo preminente. È stato così per l’aggregazione delle liste, il metodo non sarà diverso ora che si accinge a scrivere la storia dei prossimi 5 anni della città. Snaturarsi significherebbe compromettere – come accadde nel 2000 – la capacità di governo. Perché, non c’è niente da fare, alle dinamiche di partito il professore è proprio allergico.
Potranno accusarlo di avere una visione elitaria della politica, ma intanto di primo acchito il sindaco taglia vizi e vezzi e regole non scritte, sbriciola il manuale Cencelli e riduce al minimo le trattative per i posti al sole. Un uomo solo al comando e i risultati gli hanno sempre dato ragione.

Ma il secondo e fondamentale motivo che porta Orlando a ragionare “in senso tecnico” lo indica Giusto Catania, non senza critiche e rimpianti. “Il sindaco ha deciso di giocarsi da protagonista la partita delle prossime Regionali, evitando di turbare equilibri all’interno delle forze politiche che lo hanno sostenuto alle recenti elezioni”.
Paga il conto Sinistra Comune che non vede riconosciuto né il contributo fornito da Catania e Barbara Evola nei 5 anni precedenti, né il successo elettorale, impensabile almeno in queste proporzioni.
Il pragmatismo di Orlando non conosce barriere (e tantomeno riconoscenza) e da questa strada difficilmente tornerà indietro anche dopo le Regionali sulle quali il sindaco sta lavorando in proprio e senza risparmiarsi. Non tutti hanno prestato la dovuta attenzione alla premessa elettorale di Orlando: “Saranno 5 anni di primarie”. Se lo schema di Orlando è il civismo e se questi 5 anni saranno il rodaggio per il suo successore non è facilmente ipotizzabile la presenza in Giunta di espressioni di una forza politica contraria a questa maggioranza “macedonia” che contiene frutti di vari alberi.
Orlando ha ragione perché con logica sta unendo tutti i puntini di una traccia ancora non scritta ma assolutamente chiara. Orlando ha ragione perché snaturarsi a 70 anni non è cosa facile e digeribile. Orlando ha ragione anche se non è affatto detto che stia facendo la scelta giusta. Per il resto in questa Giunta che dovrebbe proiettarci nel futuro si registra un dato incontrovertibile: largo alla vecchia guardia. Il vice sindaco è Sergio Marino (classe 1953) e sostituisce il collega Emilio Arcuri (classe 1952), vicina ai 60 anni è l’altra riconfermata, Giovanna Marano (classe 1959) e non può più definirsi enfant prodige Andrea Cusumano (classe 1973). Nessuno di questi – per non parlare degli assessori tecnici – può aspirare alla successione per qualità o appartenenza generazionale. Questo probabilmente è uno dei motivi per cui Orlando ha provato a mettere in squadra Fabio Giambrone. E non è detto che prima o poi, lungo questi 5 anni, non lo faccia davvero (sempre che non lo induca a guidare la lista dei territori per le Regionali). Perché per il prof passato, presente e futuro ha un solo nome e una sola faccia.


(foto & video © StudioCamera / Franco Lannino)

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Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Martedì 27 giugno 2017

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