Le dimissioni di Ciaccio: ecco perchè Cancelleri perderà un seggio all’Ars…

Il gruppo del Movimento Cinquestelle corre il rischio di perdere un deputato nella volata finale che condurrà alle prossime elezioni di novembre. Le dimissioni di Giorgio Ciaccio, coinvolto nel caso delle firme false, apre infatti uno scenario dai contorni indecifrabili, almeno sulla carta. L’ufficio di Presidenza, quando ratificherà le dimissioni di Ciaccio dovrà proporre il subentro al primo dei non eletti. E già così le cose sono meno semplici del previsto. Infatti il lucky loser sarebbe Francesco Campanella, senatore della Repubblica, tra i dissidenti della prima ora tra le fila dei grillini e recentemente transitato nel gruppo di Articolo Uno. Campanella ha interessi a lasciare il Senato con almeno 5 mesi di anticipo per farsi questa fine legislatura con la maglia dei bersaniani? Più che difficile appare del tutto illogico, specie nel momento in cui a livello nazionale c’è in ballo la nuova legge elettorale e ogni voto ha un peso particolare.

Considerando il senatore Campanella fuori gioco per la sostituzione di Giorgio Ciaccio, lo scenario che si apre in casa Cinquestelle è ancora peggiore. Il secondo dei non eletti è Mauro Giulivi, compagno di vita del deputato Chiara Di Benedetto, recentemente al centro della cronaca per la registrazione del colloquio con Andrea Cottone, collaboratore del gruppo a Montecitorio, l’audio che accusava Ugo Forello di presunti interesi privati nella gestione delle tutele legali di Addiopizzo. Inutile dire che Giulivi, come la Di Bendetto, fa parte del gruppetto di fedelissimi di Riccardo Nuti. E quindi, nel momento più significativo della legislatura, quello che porta dritti dritti alle nuove elezioni, Giancarlo Cancelleri, probabile candidato presidente, si troverà accanto qualcuno che è più di un avversario. Quali saranno i tempi dell’avvicendamento? È verosimile che prima di metà luglio – e deve andare bene – le dimissioni di Ciaccio non verranno ratificate. Seguirà la proposta di nomina a Campanella che ha a disposizione un tempo tecnico per scegliere se restare al Senato o sedersi a Sala D’Ercole. Quando questi comunicherà la sua decisione – il tempo massimo scadrà dopo la pausa estiva – si procederà alla nomina del secondo dei non eletti. A quel punto resterebbero poco più di 60 giorni di legislatura e 30.000 euro di retribuzione a disposizione di Giulivi. Oltre al piacere di fare opposizione ai suoi vecchi amici…

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