Viaggio nella Costa Sud /2: “Inquinata? L’acqua è più pulita di 40 anni fa…”

Riassunto della puntata precedente. Costa Sud è una delle parole più utilizzate durante la campagna elettorale. La riqualificazione tutti la vogliono e tutti la cercano. Intanto, almeno ufficialmente, le acque della costa non sono ancora balneabili. Lo dice un cartello che accompagna il divieto su ordinanza del sindaco. Un solo cartello sulla strada, nessuno sulla spiaggia. Molti palermitani del cartello se ne fregano e vanno lo stesso a fare il bagno. Fatti loro? Non proprio: la violazione di un’ordinanza sindacale è reato. Ma nessuno vigila e nessun vigile neanche oggi che è domenica e rispetto a ieri c’è il doppio della gente.

Il colpo d’occhio è di quelli che mettono buon umore. Ciascuno la sua sdraio se la porta da casa, magari attraversando la strada perché molti dei bagnanti vengono proprio dalla zona di via Messina Marine. Scene che sanno di antico ma che riconciliano con la visione di chi odia le spiagge attrezzate. La zona d’ombra di chi non ha l’ombrellone – imprudenza non da poco con il sole degli ultimi 2 giorni – è assicurata da un ponte passerella impraticabile ma che assicura una striscia di protezione che ripara sino quasi al mare. Ci sono famiglie, giovani coppie, mamme con bambini. Quasi nessuno sembra essere a conoscenza del divieto di balneazione: “Vengo qui da due anni – dice Salvatore – da quando l’acqua è di nuovo pulita”. Veramente non c’è prova che non sia inquinata… “Ma che dice, è meglio di quella di Mondello”. Sarà, ma il cartello parla chiaro. Glielo facciamo vedere sullo smartphone. “Minchiate, io me lo ricordo quando non ci si poteva avvicinare alla riva per la puzza. Stia tranquillo e si facissi u’ bagnu”.

Non è diversa la risposta della famiglia Prestigiacomo. “Il cartello l’abbiamo visto ma questi sono problemi miei. Se voglio uscire d’inverno in canottiera il sindaco che mi deve dire? E soprattutto a lei che gliene frega…”. Ristabilita la pace – temevano fossi un vigile in borghese – mi ribadisce che loro dall’anno scorso sono tornati a fare il bagno a Romagnolo. “Qui mi portava mio nonno, l’acqua è più pulita ora di 40 anni fa. E comunque io a Mondello non ci torno: per stare mezza giornata a mare se ne vanno 40 euro. Non può essere più”. Neanche la signora Carmela, con figlia di 7 anni al seguito, vuole fare i conti con la prudenza. “Mio marito dice che non ci sono problemi, ecco perché mia figlia fa il bagno, anche se le raccomando di tenere la testa fuori dall’acqua”. Cosa che la bambina esegue con maestria, usando al meglio la sua ciambella. La foto del cartello la turba ma non le toglie certezze: in acqua entra anche lei, tenendo come la figlia la testa in superficie…

Il più saggio è Paolo, 64 anni portati splendidamente. Di mestiere fa il marinaio, è stato la nostra “guida protettrice” dopo qualche gentile invito ad allontanarci di diversi bagnanti. “Io sono di Romagnolo, sono sempre venuto in spiaggia ma solo a prendere il sole e a stare all’aria aperta. È vero, l’acqua sembra più pulita rispetto agli anni scorsi, ma io quando ho troppo caldo vado a farmi la doccia là…” E mi indica una struttura distante 50 metri circa che segna il confine con un’altra realtà.

Avete parlato di riqualificazione? E la riqualificazione è partita, fatta dai privati: cancelletto metallico che segna l’ingresso al bar, lettini e ombrelloni in affitto e, appunto, il servizio doccia. Un servizio artigianale, non invadente ed efficace per chi vuole passare qualche ora in spiaggia. Sulla funzionalità nessun dubbio, al limite le domande da fare sarebbero altre. Ma questo è l’esempio di che economia e occupazione si potrebbe creare a fare le cose per benino. A sud della costa sud lo scenario cambia. C’è un palchetto per concerti, un mixer audio, un tecnico che mette musica, una postazione bar senza personale, con tanto di sponsor della birra Forst. Sembra la piazzetta – ritrovo di un qualsiasi villaggio turistico.

E c’è una bellissima sorpresa: una postazione di Tempo d’Estate che accoglie i bambini per attività ludiche e ricreative. Ma niente bagno, come ci viene assicurato. Nessuno protesta e ciò fa di questi bambini degli autentici eroi, visto il caldo asfissiante, appena attenuato dal telone protettivo. Questa è la fotografia di Romagnolo e del suo popolo del mare. Ci piacerebbe, prima della fine dell’estate poterne fare un’altra senza quel cartello che segna il confine tra ciò che si fa e ciò che è giusto fare.

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