Forza Trapani ovvero i buoni motivi per andare a votare

Trapani si regala un’altra domenica di passione. Il giorno dedicato al riposo, nell’ultimo mese, si è rivelato particolarmente privo di buone novelle: prima la retrocessione in serie C (una tragedia per chi conosce l’attaccamento dei trapanesi alla maglia granata), poi il primo turno delle Comunali il cui esito ha messo la città in cima alle critiche di tutta Italia. Il rispetto delle regole democratiche è patrimonio da salvaguardare come il diritto di critica. Trapani non si è ribellata alle candidature inopportune di Fazio e D’Alì, ha consentito al primo di arrivare al ballottaggio, paga adesso lo scotto del ritiro dell’ex deputato regionale proponendo al Paese l’inedito duello tra Piero Savona e il quorum.

Basterebbe questo per schierarsi dalla parte di chi ha avuto, se non altro, il merito di rispettare le regole e porsi con lealtà davanti al suo elettorato. Piero Savona non è più il candidato di una parte politica, è stato trasformato nell’eroe della democrazia da Fazio e da buona parte di una città che sembra non voler conoscere una sua Primavera.

A Trapani non c’è mai stato un Orlando, neppure un Bianco o un Accorinti. Non sono parole da tifoso di una parte, ma è innegabile che mai c’è stato un segnale di discontinuità anche se la città non è più quella del lungo regno democristiano (e pentapartitico) e neanche quella che ha goduto dei vantaggi dell’era berlusconiana. È più bella, il centro ha una sua dimensione sociale, Birgi ha garantito un notevole incremento turistico. Talvolta Trapani è sembrata sul punto di una svolta mai concretizzata, oggi ha un’occasione per ribadire che le regole non vanno aggirate. Non è una questione di giurisprudenza a potere fermare il corso della democrazia. Questa vicenda può evidenziare la differenza tra furbo e intelligente. C’è una maniera furba di affrontare il presente e una intelligente di regalarsi un futuro. C’è in ballo la credibilità di una città e una parte consistente di essa dovrà dimostrarlo. Sbagliato andare al mare, sbagliato chiunque lo dica, dai nostalgici craxiani ai figli prediletti di Beppe Grillo. Oggi non diciamo Forza Savona, gridiamo Forza Trapani.

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