Caporalato e sfruttamento di manodopera: arrestati due imprenditori nel Ragusano

Braccianti agricoli retribuiti con 25 euro al giorno per almeno otto ore di lavoro, senza possibilità di ferie, astensione o giorni di riposo, e con il forte timore di essere licenziati se si fossero mai lamentati di qualcosa. E se a volte la domenica non lavoravano, non venivano pagati. Arrestati in flagranza di reato dalla Polizia di Ragusa, con l’accusa di caporalato e sfruttamento di manodopera, due imprenditori fratelli di Vittoria, Angelo e Valentino Busacca.

Gli arresti sono scattati ieri, dopo un controllo anticaporalato effettuato nei terreni di tre aziende agricole della zona. In quella dei Busacca – in cui erano state già evidenziate le stesse carenze nel 2015 – venivano impiegati illegalmente 26 operai: 19 richiedenti asilo, 5 rumeni di cui due donne e 2 tunisini. Sette di loro alloggiavano in abitazioni fatiscenti nell’azienda in condizioni degradanti. I poliziotti avrebbero, inoltre, accertato che nessuno dei lavoratori era stato mai sottoposto a visita medica, pur lavorando in condizioni di forte stress fisico e senza l’occorrente richiesto dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Durante i controlli, un terzo imprenditore agricolo sarebbe stato denunciato perché nella sua azienda sono stati trovati quattro lavoratori che, sebbene regolarmente assunti, prestavano l’attività lavorativa a 25 euro al giorno pur avendo firmato un contratto per 63 euro. Ai titolari delle aziende saranno adesso notificati i verbali per le infrazioni commesse da parte dell’Ispettorato del Lavoro e la sospensione dell’attività per le numerose violazioni riscontrate.

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