La storia di Giuseppe, primo Shoeshine 2.0

Il primo cliente della sua carriera di sciuscià è Enrico Sanseverino, un avvocato celebre a Palermo per la sua raffinata eleganza. E Giuseppe Erpete, giovane ex pizzaiolo di Foligno, deve averlo capito subito dai racconti del suo cliente che sciorinava una dopo l’altra le antiche postazioni degli sciuscià dei tempi andati. “Magari tutti i clienti fossero così educati e disponibili”. Un augurio che fa a se stesso e a tutti i colleghi che da oggi occupano le varie postazioni di Palermo di questo innovativo progetto, Shoeshine 2.0, nato sotto le bandiere di Confartigianato grazie ad un’intuizione del presidente Nunzio Reina.
Chi vi scrive è il secondo a sedere sul trono di Giuseppe, in via Magliocco, nel tratto dell’isola pedonale che guarda via Ruggiero Settimo. Siamo nel cuore del centro storico di Palermo, una postazione di assoluto privilegio.
“Ogni mese faremo una rotazione – spiega Giuseppe – in maniera che ciascun socio della Cooperativa abbia le stesse opportunità”.
La sua storia, fra tutte quelle di questi novelli sciuscià, è la più curiosa. Ha lasciato l’Umbria spinto anche dai genitori e dagli amici di Palermo che lo hanno trascinato in questa avventura. “Come pizzaiolo non trovavo lavoro, ho deciso di provare questa altra strada perché il progetto mi sembra molto innovativo anche se pesca nella tradizione degli antichi mestieri”.
Spiega che a insegnargli il mestiere è stato Piero Caccamo, uno straordinario calzolaio che ha battezzato tutti gli shoeshine, giovani e meno giovani, e gli ha insegnato ogni trucco per rendere brillante qualsiasi tipo di scarpa. Muove le mani tra spazzole e creme con quella rapidità acquisita dal mestiere primario che torna utile per chiudere con successo il servizio in poco più di 5 minuti.
Il maestro gli ha insegnato che non bisogna avere fretta e che lo sciuscià, come il barbiere, deve regalare anche una sensazione di familiarità. Giuseppe ha imparato in fretta perché comunicare con lui non è stata una forzatura. Spiega che il suo obbiettivo nel medio termine è “chiudere il mio turno di lavoro di 5/6 ore con 10 clienti all’attivo”. Alle 10 del mattino era già ad un terzo del cammino dopo un’ora di lavoro. ” Oggi era il primo giorno e ho cominciato con un piccolo ritardo. Da domani la postazione aprirà attorno alle 8,30. Noi speriamo anche nei turisti che, fortunatamente, a Palermo non mancano”.
Chiude la sua prestazione mettendo a lucido anche la gommina dei bordi della scarpa, un extra non richiesto che evidenzia lo stile di questo giovane che non ha esitato a mettersi in discussione per costruirsi un presente. Ti alzi dalla sedia (che, per la cronaca, la sera sarà smontata e trasferita in un rifugio) contento di averlo conosciuto, con le scarpe lucide come mai prima e felice di avere in tasca 5 euro di meno.


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