Giangiacomo Feltrinelli, editore e militante estremista nell’Italia degli anni di piombo

Giangiacomo Feltrinelli, militante comunista, è noto soprattutto per la casa editrice da lui fondata nel 1954 e che ne porta il nome. Una delle più affermate in Italia, che ha pubblicato capolavori come Il dottor Živago di Boris Pasternak e Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Per la copertina del Diario in Bolivia, ultimo scritto di Che Guevara, Feltrinelli utilizzò nel 1968 il particolare di una foto allora pressoché sconosciuta, scattata da Alberto Korda fotografo del quotidiano Revolución diversi anni prima, nel 1960, a L’Avana. Nel 1967 l’autore ripescò la foto dall’archivio regalandone due stampe all’editore italiano appena giunto a Cuba dalla Bolivia. La fotografia del Che divenne una delle immagini più celebri e più riprodotte della storia, il “Guerrillero Heroico”.
Nato da una delle più ricche famiglie italiane, Giangiacomo Feltrinelli (Milano, 19 giugno 1926 – Segrate, 14 marzo 1972) partecipò molto giovane alla Resistenza arruolandosi nel Gruppo di Combattimento «Legnano» che combatté a fianco della V Armata USA contro i nazifascisti. Tornato a Milano, si impegnò nella battaglia referendaria a favore della Repubblica. Nel 1947 si iscrisse al Partito comunista italiano.

Fidel Castro e Giangiacomo Feltrinelli nel 1964
Fidel Castro e Giangiacomo Feltrinelli nel 1964

Attivista ispirato dalle idee di Che Guevara e Fidel Castro, che conobbe personalmente, nel 1968 si recò in Sardegna per prendere contatto con esponenti della sinistra e dell’indipendentismo isolano con l’intenzione di realizzare una “Cuba del Mediterraneo”. Subito dopo la strage di Piazza Fontana del 1969 a Milano, decise di passare in clandestinità fondando l’organizzazione eversiva paramilitare di sinistra GAP-Gruppi d’Azione Partigiana, tra le prime bande armate degli anni di piombo. Adottò il nome di battaglia di Osvaldo.
Morì il 14 marzo 1972, a causa di un azione terroristica non riuscita. Il suo cadavere fu trovato sotto un traliccio dell’Enel, con la metà inferiore del corpo dilaniata dall’esplosione di alcuni candelotti di dinamite che stava collocando. Durante il processo sulla vicenda, Renato Curcio lesse un comunicato a firma propria e di altri esponenti delle Brigate Rosse con cui si volle chiarire che «Osvaldo non è una vittima, ma un rivoluzionario caduto combattendo. Egli era impegnato in una operazione di sabotaggio di tralicci dell’alta tensione che doveva provocare un black-out in una vasta zona di Milano, al fine di garantire una migliore operatività a nuclei impegnati nell’attacco a diversi obiettivi. Inoltre il black-out avrebbe assicurato una moltiplicazione degli effetti delle iniziative di propaganda armata. Fu un errore tecnico da lui stesso commesso, e cioè la scelta e l’utilizzo di orologi di bassa affidabilità trasformati in timers, sottovalutando gli inconvenienti di sicurezza, a determinare l’incidente mortale e il conseguente fallimento di tutta l’operazione». Enrico Deaglio descrisse sul Secolo XIX così le motivazioni del gesto di Feltrinelli: “Una protesta contro il congresso del Pci in corso di svolgimento a Milano, della sua linea morbida e della sua indifferenza contro gli evidenti preparativi di un colpo di Stato fascista in Italia.”


Timeline del 19 giugno – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1846 – A Hoboken (New Jersey), si svolge la prima partita di baseball riconoscibile per le regole moderne
1912 – Istituzione della giornata lavorativa di 8 ore negli Stati Uniti
1976 – La sonda spaziale Viking I atterra su Marte, era stata lanciata 10 mesi prima da Cape Canaveral

I NATI OGGI

1891 – John Heartfield, artista tedesco
1926 – Giangiacomo Feltrinelli, editore, attivista e partigiano
1935 – Adriano Mazzoletti, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico
1941 – Václav Klaus, politico ceco
1944 – Chico Buarque, cantante, compositore e scrittore brasiliano
1947 – Salman Rushdie, scrittore, saggista e attore indiano
1948 – Nick Drake, cantautore e chitarrista inglese
1951 – Francesco Moser, ex ciclista
1966 – Mario Giordano, giornalista e scrittore

 

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