Cuffaro colto sul Fatto: “Il cuffarismo di Orlando, Grasso ha i numeri per fare il Governatore. E su Lumia vi dico che…”

Un magnifico duetto, tra ficodindia molli e bastardoni. E poi Grasso, Orlando e Crocetta e tutto l’universo mondo siciliano. Dopo le elezioni di Palermo e nel pieno delle grandi manovre in vista delle Regionali, Il Fatto Quotidiano ci regala il bucolico dialogo tra Pietrangelo Buttafuoco e Totò Cuffaro, due siciliani che amano parlare per metafore. E l’ex governatore della Sicilia, condannato per favoreggiamento alla mafia, il cui fantasma ha aleggiato sulle scorse Comunali di Palermo, non si è lasciato sfuggire l’occasione per piantare un paletto dritto nel cuore dell’eterno sindaco di Palermo. L’aveva fatto anche qualche giorno prima, ma poca roba in confronto alla platea del Fatto e ad un interlocutore così sfizioso come Buttafuoco che spinge il gioco sul terreno della leggerezza sino a far diventare i dardi di Cuffaro sottili sottili, proprio come spine di ficodindia.

“Orlando rischia di diventare un ficodindia molle, quelli che si sfarinano”. E ancora: “Lui il paladino contro il cuffarismo? Ma se il 70% dei suoi candidati venivano dai cuffariani, accolti a braccia aperte e senza fiatare…”.

Poi la sponsorizzazione che non ti aspetti. Oppure chissà… “Piero Grasso è degno di stima e rispetto. Visto quello che è successo recentemente  (con Ferrandelli, ndr), mi avvalgo della facoltà di non consigliare. Non vorrei danneggiarlo, ma ha tutte le qualità per essere gradito anche alla parte moderata della politica siciliana, da Alfano a Romano, passando per i berlusconiani”. E lo stesso Cuffaro ritiene opportuno ricordare che Grasso era il Capo della Procura che avviò le indagini che determinarono la sua condanna. Come dire, nessun tifo ma un semplice ragionamento.

Un’amichevole pacca sulla schiena a Crocetta che suona come la firma sul’epilogo della sua esperienza di governo, sonori scappellotti a Lombardo (il suo successore da cui si sentì tradito) ai vertici di Sicindustria (Lo Bello e Montante), una stoccata anche per Lumia “antimafioso per eccellenza, quello che fornisce le patenti di antimafiosità e che sfasciò irrimediabilmente la coalizione di centrodestra”. Insomma, un godibilissimo trattato di politica e contemporanea paraculaggine che porta la firma di due campioni del settore.

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