Zampa, la iena non ti sorride

È il giorno del closing, almeno secondo il diktat di Zamparini. Ma la sensazione è che oggi non accadrà proprio nulla. Salvatore Geraci (Corriere dello Sport): “E’ una guerra di nervi, Zamparini fa fatica a mollare. Però Carli e Oddo sono scelte di Baccaglini…” Adolfo Fantaccini (Agenzia Ansa): “Per me è tutta una finzione, speriamo che il Palermo non faccia la fine del Parma”

La sensazione è che oggi non accadrà nulla. Ecco, buttiamola così, contravvenendo alla prima regola non scritta del calcio: mai fare pronostici. Ma questa per il possesso del Palermo è una partita speciale e non è più di calcio che si parla. Davanti alla scacchiera due giocatori che sino a qualche mese fa sembravano sodali, anzi compagni di merende. Oggi sono alla stregua di duellanti che si nascondono pronti a sparare l’ultimo colpo. Uno vuol comprare, l’altro vuol vendere. Almeno questo all’apparenza, perché in realtà è chiaro che Baccaglini non ha i soldi per comprare e Zamparini tutto vuol fare meno che uscire di scena.

In questa sfida tutta italiana, di intenzioni celate e falsi ultimatum, di debiti non quantificati e offerte al ribasso, l’unica certezza è che non ci sono certezze. Il comunicato ufficiale di Zamparini è figlio di questa situazione. Da un lato c’è la necessità di stanare l’acquirente, dall’altro l’effetto che ne scaturisce è di infinita debolezza. Zamparini non ha più alternative e chi non ne ha difficilmente risulta credibile quando tenta di dettare le regole. Se Baccaglini dovesse continuare anche oggi a non dare segni di vita, davvero Zamparini è in condizione di rompere le clausole che impongono alle parti di non stipulare contratti? Davvero potrà assumere un ds o un allenatore e programmare il prossimo campionato senza correre il rischio di trovarsi dietro la porta qualcuno che, a vario titolo, voglia dare una sbirciatina ai libri contabili? Quel comunicato sembra una dichiarazione di resa, una calata di braghe che contiene alla fine quel messaggio per niente subliminale su cui poco ci si è soffermati. Zamparini che si propone come consulente esterno, meglio di una barzelletta sui carabinieri…

La mossa di Zamparini è talmente senza senso che se ci si sforza di dargliene uno vengono i brividi. L’unico significato potrebbe essere quello di giustificare agli occhi della città il fallimento della trattativa e l’inconsistenza della parte alla quale ha consegnato le chiavi del Palermo e di una consistente parte della sua vita.

“Zamparini vuol essere protagonista sino alla fine – sottolinea Salvatore Geraci, storica firma del Corriere dello Sport e memoria vivente delle vicende del Palermo -. La sensazione è che gli venga proprio difficile uscire di scena. È una guerra di nervi in cui la pazienza sarà l’arma strategicamente vincente. È chiaro che è una partita che si gioca su due versanti: la consistenza della cordata acquirente e la valutazione attribuita alla società. La vicenda dei debiti non è stata ancora chiarita sino in fondo, ma è chiaro che chi subentrerà dovrà farsi carico anche di un piano di intervento sul fronte tecnico. Per provare a risalire in serie A bisognerà operare in maniera massiccia e per la gestione del prossimo campionato dubito possano bastare i 25 milioni previsti dal paracadute”.

Se Baccaglini oggi dovesse restare in silenzio?

“Non mi meraviglierei, non credo sia facile trovare chi è disponibile a investire nel calcio italiano. Hanno fatto fatica anche società di altro livello. Però credo che alla fine Baccaglini possa riuscire a chiudere l’affare. Il piano tecnico è già pronto, i nomi che si fanno in questi giorni, da Oddo a Carli, sono le scelte del suo staff. È però chiaro che non si può aspettare all’infinito perché fra meno di un mese ricomincia la stagione. Da questo punto di vista è comprensibile l’ansia di Zamparini. Visto come stanno le cose, penso si possa trattare di un penultimatum…”.

E c’è anche chi ritiene che il closing sia una colossale bufala. “Sono convinto che Baccaglini sia un uomo di Zamparini. È lo strumento che gli consente di prendere tempo e di potere gestire ancora la società contando solo sui soldi del paracadute. C’è da sperare che il Palermo non faccia la fine del Parma perché al contrario degli emiliani dalla Lega Pro farebbe fatica a tornare su. Mi diapiace davvero tanto per i palermitani che non meritano tutto questo caos. A Zamparini bisogna dire grazie per quello che ha fatto, ma il finale di partita è davvero inglorioso. Ha fatto errori che un imprenditore del suo livello non può commettere. Vogliamo parlare di Darmian e Glik praticamente regalati? O di Belotti dato a prezzi di saldo? Zamparini è vittima di se stesso e del suo istinto. Il closing? Lo ripeto, in questa vicenda ci vedo poco chiaro”.

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