Il bis di Scarpinato: dal podio del più votato alle prove tecniche di presidenza

Scarpinato tra i più votatiUn incontro quasi casuale, nel senso che non era programmato nel giorno in cui quattro chiacchiere informali hanno assunto rapidamente forma di intervista. Di Francesco Paolo Scarpinato si sapeva quello che racconta il curriculum e il suo maniacale attaccamento al dovere, scontata eredità della formazione militare. Troppo poco. Parli con lui è scopri aspetti inaspettati. Una carriera da primo maresciallo che l’ha portato in giro per il mondo in missioni umanitarie, 10 medaglie al valore militare, un bagaglio di esperienze che porta con leggerezza e un orizzonte culturale fatto di immagini di tutti quei Paesi che oggi sente come Patrie lontane, quadri scolpiti nella mente e inseriti in quell’album della memoria diventato un inseparabile compagno. Di ogni luogo porta con sé anche gli aspetti linguistici, una conoscenza che gli ha consentito di sentirsi sempre parte attiva, mai completamente straniero.

Se fosse un prete sarebbe un missionario, da calciatore starebbe nella mediana a soccorrere la difesa e proporre per l’attacco. Il gol è una semplice sfumatura del gioco per questo giovane di 44 anni, perché giovani a volte si riesce ad esserlo nella sostanza, facendo una pernacchia all’anagrafe. Una moglie e tre figli, la tentazione di fare carriera altrove frenata dal desiderio di assecondare le radici. Dicono sia fortunato: dalle sue missioni è sempre tornato a casa. E non era per nulla scontato. Dicono sia fortunato anche in politica, altro campo dove la buona sorte devi saperla meritare. Se nell’epoca del consenso guadagnato con gli strilli sono pochi a conoscere la sua voce c’è una sola spiegazione: la strategia è un po’ vintage ma assai efficace. Con Marianna Caronia e Giulio Tantillo compone il podio dei più votati in assoluto. È stato eletto per la seconda volta in Consiglio Comunale, senza apparato alle spalle ma con l’appoggio dell’area moderata della lista Dem/Pop. La sua presenza nelle strade di Palermo è pari a quella di un consigliere di quartiere, in aula conoscono bene la sua competenza e la sua capacità di essere incisivo (oltre 500 atti ispettivi) al limite della pignoleria.

“Mi sentirei di tradire chi ha avuto fiducia in me se non avessi fatto il consigliere al 100%.  Io credo che oggi più che mai, in un momento in cui la gente ha sempre meno fiducia nelle istituzioni, bisogna avere un comportamento virtuoso per far comprendere che la parola politica non è poi così fuori moda”.

Trasmette serenità ed entusiasmo, uno sguardo luminoso e magnetico che trasmette passione senza farne cadere una goccia. Entrare nella sua segreteria, durante la campagna elettorale, significava fare il pieno di sensazioni positive. E questa testimonianza proviene da chi appoggiava suoi rivali di lista.

In un Consiglio che propone tanti volti nuovi, il suo sembra essere il profilo adeguato per lo scranno più alto: esperienza consolidata, ottimo consenso personale, rapporti più che “educati” anche dalle opposizioni che gli riconoscono grandi capacità organizzative. Ma questo per Scarpinato è un argomento prematuro. Si pensa ancora consigliere e non per mancanza di ambizioni.

“Mi fa piacere avere ricevuto attestati di stima da parti diverse. Credo che l’argomento relativo alla presidenza del Consiglio Comunale debba essere affrontato nel tempo giusto e nei modi opportuni, senza auto candidature e fughe in avanti”. Non c’è che dire, il maresciallo conosce bene le regole. Anche quelle non scritte della politica.

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