Orlando e Ferrandelli vanno all-in. Il sindaco ad un passo dal trionfo

Per i due eterni rivali saranno ore di trepidazione. Delusione a Palermo per un’affluenza che si aspettava superiore visto il valore della contesa e i tanti candidati in campo. Polemiche a Borgo Nuovo: Sinistra Comune allerta la Questura. Il messaggio contestato di Tantillo agli elettori. E a Trapani la rivalità Fazio-D’Alì mobilita la città

È finita, ma potrebbe non essere del tutto vero. I seggi si sono chiusi puntuali alle ore 23 mettendo la parola fine a questo primo turno. Ci vorranno almeno una dozzina di ore per sapere con certezza se ci sarà bisogno di ballottaggio, forse anche la metà per capire la tendenza dei cittadini di Palermo. Il dato che tutti cercano di interpretare è quello che ha animato la campagna elettorale sin dall’inizio: Leoluca Orlando, con tutta la sua corazzata di liste, ce la farà a superare il fatidico 40% che gli consentirebbe di vincere senza fare ricorso al ballottaggio? Ferrandelli e Forello riusciranno a costringerlo al ballottaggio? Certo è che domattina sogni e speranze potrebbero essere spazzate. Se per Forello, superato il 10%, comunque vada sarà un successo, diverso è per Orlando e Ferrandelli: come in una partita a poker, sono andati all in.

Il raffronto dell’affluenza alle urne rispetto al 2012 non è significativo perché 5 anni fa si votò in 2 giornate. E poi oggi è assai più difficile intuire se una scarsa affluenza favorisca uno o l’altro dei candidati. Sino agli anni ’90 meno elettori alle urne significava vantaggio alla sinistra. In un contesto trasversale come l’attuale, inutile azzardare una previsione. Certo è che dal massico dispiego di forze (parliamo di Orlando e Ferrandelli) era lecito ipotizzare una maggiore presenza alle urne.

Se nemmeno questa guerra di bandiera e la presenza di un candidato Cinquestelle assai competitivo non hanno limitato l’esodo verso il mare e non hanno schiodato i palermitani dalle poltrone, vuol dire che la disaffezione per la politica sta toccando livelli preoccupanti. Nel giro effettuato nelle varie sezioni, in orari diversi della giornata, ciò che ha fatto più impressione è la percentuale irrisoria di giovani e la presenza notevole di anziani.

Non sono mancate le polemiche. I rappresentanti di Sinistra Comune hanno allertato la Questura segnalando che a Borgo Nuovo sarebbero stati offerti soldi davanti ai seggi. Accuse anche per un sms di Tantillo che sostanzialmente diceva all’elettore di dargli una conferma del voto (“era un gruppo chiuso di whatsapp di mio figlio, niente di che”). Ottavio Zacco si è scusato per la pioggia di suoi fac simile trovati per terra davanti al seggio (“non sono stato io e ho subito provveduto a spazzarli”).

Dei candidati sindaci il primo a votare è Lomonte (“da siciliano libero e felice”, ha chiosato su Facebook) seguito da Ferrandelli, mentre l’ultima è stata Nadia Spallitta. Orlando e Forello si sono “mancati” per poco: hanno votato nella stessa scuola a pochi minuti di distanza.

Non stupisce l’affluenza crescente di Trapani rispetto alle scorse Amministrative. Le grandi polemiche derivanti dalla posizione di Fazio e D’Alì, la rivalità fra i due, la discesa in campo di Grillo alla vigilia del voto, hanno fatto lievitare l’attesa. Si sfiora il 42%, in linea con il dato nazionale. Significa che anche a Trapani sono andati a votare 4 cittadini su 10, un dato di poco superiore a quello di Palermo. Più della metà dei cittadini, ancora una volta, non ne hanno voluto sapere niente. Eppure si esulta, si temeva peggio. È il segno di questi tempi.


Exit Poll alle ore 23:00

Exit Poll Palermo 11 giugno 2017 ore 23

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