Amap e il caro tariffe: 11 milioni di rimborsi se l’Agenzia nazionale avesse ragione. Il presidente Prestigiacomo: “Tutto in regola, abbiamo ragione noi”

Tutto a posto in casa Amap? Acqua, si potrebbe rispondere se si fosse in vena di facile umorismo. Da un paio d’anni l’azienda, che gestisce l’erogazione idrica a Palermo, vive nell’attesa di una decisione dell”Agenzia per l’Energia Elettrica, Gas e Sistema idrico, l’istituto nazionale che controlla la corretta applicazione delle tariffe. In pratica, chi sancisce se quanto pagano i cittadini è conforme a quanto approvato per il territorio di competenza.
La storia parla di un’ispezione effettuata dagli Ispettori dell’Agenzia nel novembre scorso (dal giorno 21 al giorno 25); l’argomento, riportato nel verbale del consiglio d’Amministrazione del 12 maggio scorso, fa tremare e non poco: “Avvio di procedimento per l’adozione di provvedimenti sanzionatori e prescrittivi per violazioni della regolazione del servizio idrico integrato”.
Secondo l’Agenzia, l’Amap avrebbe applicato e fatturato ai cittadini, sin dal 2014, una tariffa più alta. Questo implicherebbe un rimborso in favore dei palermitani pari ad oltre 11 milioni di euro. Cifra che l’Amap, nel bilancio del 2016 già approvato, ha accantonato in autotutela. E sempre in via cautelativa, eguale strategia ha adottato per il bilancio 2017.
Le preoccupazioni che si evincono dal verbale sono in parte smontate dal presidente dell’azienda, Maria Prestigiacomo. “Abbiamo fornito ogni chiarimento possibile, siamo nel giusto e quindi non abbiamo nulla da temere. Si è creato un equivoco risalente alla precedente gestione del servizio. Io credo che entro l’estate sarà tutto chiarito”.
Però, come lei stessa ammette, la vicenda va avanti da troppo tempo. I toni espressi dall’Agenzia sembrano preludere ad una sanzione. Possibile che in due anni non abbia saputo riconoscere la fondatezza delle vostre tesi?
“La burocrazia a volte è perversa, accade spesso che non guardavano bene le carte che inviavamo. La nostra ultima documentazione era piena di come avevamo già detto…. Siamo oppressi da una burocrazia statale non all’altezza. Vuole che le dica un’altra cosa? Noi siciliani abbiamo fatto male a unirci con gli italiani. Il Sud era ricco, autosufficiente, il centro della cultura europea. Abbiamo consegnato ai Savoia oro, flotta navale è tutto il resto. Io sono una sicilianista…”
Quindi vota Ciro Lomonte ?
“No, voto Orlando. Per me Lomonte non è in grado di rappresentare le istanze di un vero autonomismo”.
Ritorniamo alle tariffe: e se l’Amap dovesse avere torto?
“Lo escludo. E comunque non avremmo nessun problema”.
Le tariffe Amap sono davvero così esose?
“Non sono tra le più care della Sicilia, veda quelle di Sicilacque per la vendita all’ingrosso. C’è a monte un problema normativo che la Corte Costituzionale dovrebbe aver recentemente sanato. È necessario fare chiarezza, nell’interesse dei cittadini e di chi gestisce i servizi. Noi abbiamo fatto notevoli investimenti strutturali, altri ne faremo a breve con le sottoreti di Villagrazia e Boccadifalco. Non aumentiamo le tariffe perché ci rendiamo conto del contesto sociale, della crisi e della sofferenza delle famiglie palermitane”.

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