Enrico Berlinguer, grande anima del partito comunista italiano

Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, è stato uno dei politici italiani più popolari, rispettato dagli avversari e profondamente amato non solo dai militanti del PCI. Morì in seguito ad un infarto che lo aveva colpito il 7 giugno 1984 mentre parlava durante un comizio a Padova. Ai suoi funerali a Roma parteciparono oltre un milione di persone da tutta Italia. Mai nessuna personalità politica ha suscitato una manifestazione di tale consistenza nella storia dell’Italia repubblicana.

Fautore di una posizione autonoma del partito comunista italiano da quello sovietico, sostenne la presa di distanza del movimento comunista internazionale dal Pcus e l’elaborazione di un modello alternativo europeo insieme ai partiti francese e spagnolo, il cosiddetto “eurocomunismo”.

Enrico BerlinguerIn Italia, dopo il XIV Congresso del PCI nel 1975, cercò di opporsi alla formula dei governi di centro-sinistra formati dalla Democrazia Cristiana con il Partito Socialista, tentando invece di realizzare il “Compromesso storico” d’intesa con il presidente della DC Aldo Moro. L’obiettivo era l’intesa per un governo di “solidarietà nazionale”, che includesse anche il PCI nella maggioranza, sia pure, in una prima fase, senza una presenza di ministri comunisti nel governo. In piena guerra fredda, era un progetto politico che non trovava il consenso di nessuna delle due superpotenze USA e URSS. L’accordo DC-PCI si stava concretizzando dopo un incontro avvenuto il 16 febbraio 1978 con il segretario DC Zaccagnini e Aldo Moro, quando questi venne rapito il 16 marzo dalle Brigate Rosse, che lo uccisero.

Lo strappo tra PCI e URSS avvenne nel 1981, in seguito all’introduzione della legge marziale in Polonia nel tentativo da parte delle Autorità di contrastare l’opposizione politica del movimento Solidarnosc guidato da Lech Walesa. Berlinguer dichiarò esaurita la spinta propulsiva di rinnovamento nei paesi dell’Est europeo e sostenne la necessità di una “terza via” del socialismo, alternativa alla socialdemocrazia e ai modelli a guida comunista nei paesi del blocco sovietico in europa.

Enrico Berlinguer affrontò la “questione morale” della politica italiana undici anni prima dell’inchiesta Manipulite. In un’intervista di Eugenio Scalfari su Repubblica nel 1981, intitolata “Cos’è la questione morale”, Berlinguer affermò che i partiti sono soprattutto “macchine di potere e di clientele” e che la loro degenerazione è il punto essenziale della crisi italiana.
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico…..
Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

Il 14 febbraio 1984 Craxi tagliò la scala mobile (decreto di San Valentino), con una rottura senza precedenti con la Cgil. In quell’occasione Berlinguer parlò di «governo pericoloso per la democrazia». Il 7 giugno fu colpito da un ictus durante un comizio per le elezioni europee. Morì quattro giorni dopo, l’11 giugno.
Il PCI grazie all’ “effetto Berlinguer” vinse, superando il 17 giugno la DC come primo partito italiano per la prima e unica volta in una competizione elettorale  (33,3% contro il 33,0%).


Timeline del 7 giugno, a cura di Filippo Barbaro

1914 – Il primo vascello passa attraverso le chiuse del Canale di Panama
1929 – La Città del Vaticano diventa uno stato sovrano
1984 – Durante un comizio a Padova, sul palco di Piazza della Frutta, il leader del PCI Enrico Berlinguer viene colpito da un ictus: morirà quattro giorni più tardi
1993 – Prince cambia il suo nome con un simbolo e diventa “The Artist formerly known as Prince” (L’artista precedentemente noto come Prince)

I NATI OGGI

1844 – Giovanni Battista Melzi, letterato e enciclopedista
1848 – Paul Gauguin, pittore francese
1933 – Raul Gardini, imprenditore
1936 – Pippo Baudo, conduttore televisivo
1940 – Tom Jones, cantante e attore gallese
1942 – Mu’ammar Gheddafi, militare e politico libico
1945 – Napoleon Murphy Brock, cantante, sassofonista e flautista statunitense
1945 – Enrico Montesano, attore
1958 – Prince, cantautore, polistrumentista e compositore statunitense
1970 – Giulio Golia, personaggio televisivo e conduttore televisivo

 

Pin It on Pinterest