I giovani e l’emigrazione: “Sindaci venite a Punta Raisi a guardarci in faccia”. Giambrone: “L’aeroporto sarà volano della nostra economia”

Aeroporto Falcone-Borsellino, Punta Raisi-Palermo

Un post che, in tempo di elezioni, equivale ad un’entrata a gamba tesa. Lo pubblica Beppe Severgnini, da qualche settimana direttore di 7, il settimanale del Corriere della Sera, nella sua rubrica dal titolo Italians che ha mantenuto nella storica testata milanese. La firma, tuttavia, è quella di Alberto Paderni, palermitano, classe ’84. Il titolo è eloquente: “Cari sindaci, venite a Punta Raisi”. E non si tratta di un invito a verificare le condizioni dell’aeroporto di cui, con la riforma degli enti locali, il sindaco di fatto è proprietario (oltre il 70% delle quote azionarie), quanto di guardare negli occhi tutti quei giovani che ormai fanno del pendolarismo un’abitudine di vita. Almeno di quei giovani che la fuga possono consentirsela. Non è un attacco personale ad un politico specifico – c’è chi all’inizio lo ha letto come una stoccata contro Orlando per il ruolo sinora ricoperto – ma alla politica nel suo insieme. È un appello a Orlando, Ferrandelli e Forello a misurarsi con una realtà ormai innegabile, quella dei giovani che lasciano Palermo e il suo territorio provinciale alla ricerca di un lavoro e di un titolo di studio che agevoli tale ricerca. Un invito a fare proprio a Punta Raisi la prima conferenza stampa dopo l’elezione.

I dati parlano chiaro, c’è un’ondata di emigrazione che parte anche dall’età della formazione e che chiama in causa anche l’Università, forse non del tutto pronta a intercettare le sempre nuove esigenze del mercato del lavoro e ad offrire un’alternativa a quelli che ormai si possono considerare veri e propri “viaggi della speranza” verso Roma, Milano, Torino o Bologna.
Oggi l’aeroporto che una volta si chiamava Punta Raisi e oggi ha il più impegnativo e altisonante nome Falcone – Borsellino, è uno dei nuovi simboli dell’ultima stagione di Leoluca Orlando. Non è un caso che la presidenza della Gesap, il soggetto giuridico che amministra l’aerostazione, sia affidata a Fabio Giambrone, già capo della sua segreteria negli anni ’90, poi con il professore in Idv di cui è stato senatore, infine presenza di presidio in una società al centro della cronaca per il caso Helg (il vice presidente arrestato per corruzione) e successivamente per l’inchiesta sugli appalti. Quest’ultima indagine ha portato agli arresti domiciliari anche l’ex direttore generale Carmelo Scelta (che per dirla tutta ha ancora un contenzioso aperto con la Gesap sulla legittimità del precedente licenziamento). Dire Giambrone è come dire Orlando. E la chiosa del presidente sulla provocazione di Paderni è in puro stile orlandiano.

“È un tema sul quale bisogna riflettere perché i giovani rappresentano la linfa vitale di ogni contesto sociale. La conferenza stampa del futuro sindaco, a cui fa riferimento Paderni, io la organizzerei nella Hall degli arrivi. Un segno più che simbolico, vorrebbe sottolineare il desiderio di far rientrare questi giovani. Io credo che sia una grande opportunità quella di superare i confini della nostra terra, imparare le lingue, vivere in altri contesti. Ma per un periodo limitato, poi chi ne ha voglia dovrà poter tornare a casa e contribuire allo sviluppo delle nostre città. Di più non credo sia opportuno dire, il tema è politico e non riguarda le competenze di Gesap”.

È vero, tuttavia, che l’aeroporto è un motore di sviluppo socio economico, attore di quel contesto favorevole che consentirebbe ai giovani di non partire.

“Innegabile. E su questa linea ci stiamo muovendo. Le cito alcuni dati: nell’ultimo anno abbiamo registrato un aumento di passeggeri in arrivo di quasi 2 milioni. Prima noi dovevamo cercare le compagnie aeree per varare nuove rotte, adesso ci cercano. I bilanci sono in utile da due esercizi, è cambiato il profilo della gestione. Dal punto di vista logistico abbiamo inaugurato la nuova sala arrivi ed entro fine giugno apriremo la nuova area commerciale per lo shopping. Un aeroporto moderno, al passo con i tempi, che riesca a esaudire le esigenze dell’utenza e che quindi funziona, significa più passeggeri. E ogni passeggero è volano di economia e occupazione. La nostra, insomma, parte la stiamo facendo in pieno”.

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