Immigrazione clandestina, Procura Palermo dispone 15 fermi: dalla Tunisia anche sospetti terroristi

Disposto dalla Procura di Palermo il fermo di 15 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di tabacchi. Non solo: avrebbero trasportato dalla Tunisia alle coste marsalesi anche alcuni soggetti ricercati dalle autorità di polizia tunisine, per sospetti collegamenti con organizzazioni terroristiche di matrice jihadista. L’inchiesta è condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Finanza e coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dai pm Gery Ferrara, Claudia Ferrari e La Chioma.

L’organizzazione, composta da pericolosi pregiudicati tunisini e complici italiani, gestiva i “viaggi di lusso” di piccoli gruppi di migranti disposti a pagare duemila/tremila euro, con un guadagno complessivo, per ogni traversata, anche di 40.000 euro. Il tutto, al netto del costo per lo “scafista” e il “navigatore”, generalmente ricompensati rispettivamente con circa 5.000 e 3.000 euro. Ogni settimana venivano organizzate almeno due traversate e, grazie a veloci gommoni d’altura, il tragitto veniva percorso anche in meno di 4 ore. Attraverso vere e proprie operazioni di riciclaggio, il denaro raccolto in Tunisia veniva, quindi, portato in Italia per “rifornire” di contanti i promotori dell’associazione criminale.

La banda  avrebbe messo su anche un fiorente contrabbando di sigarette, soprattutto di marche estere come “Pine Blue” e “Business Royals”, che venivano poi rivendute nei mercati rionali trapanesi e palermitani a non più di 3 euro a pacchetto, con guadagni di oltre 17 mila euro ogni quintale contrabbandato.

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