La tecnologia può allungare la vita dei malati oncologici

Accanto a terapie e medicinali normalmente somministrati, app e web possono costituire una sorta di “nuova cura”, capace di migliorare l’esistenza dei malati oncologici ma anche di allungarla. E dall’ultimo Congresso della società americana di oncologia clinica (Asco), il più grande appuntamento del settore a livello mondiale, diversi sono gli esempi che giungono ad attestare come la tecnologia possa essere preziosa alleata nella lotta contro questo male.

Tra questi, molto interesse ha destato un innovativo sistema basato sul web, che consente ai pazienti di auto-segnalare i sintomi legati alla malattia e alla chemioterapia in tempo reale, attivando un allarme via mail ai medici in caso di necessità. Un sistema che, stando a una ricerca condotta dalla University of North Carolina e che ha coinvolto 766 malati di cancro, può arrivare ad allungare la vita fino a ben 5 mesi. Non solo, “è inoltre associato – spiega il primo autore dello studio, Ethan Basch – a un minor numero di visite di emergenza e ospedalizzazione e a una maggiore tolleranza della chemio”. Un miglioramento che può sembrare modesto, eppure – aggiunge l’oncologo – “maggiore dell’effetto di molti farmaci per i tumori metastatici”.

Sviluppate, anche, nuove app che mirano a migliorare la cura dei pazienti. Tra le tante, all’Asco 2017 è stata presentata Strength Through Insight: si tratta di un’applicazione messa a punto dalla Thomas Jefferson University, che chiede ai pazienti con tumore della prostata di compilare dei questionari su sintomi e terapie, così da essere maggiormente monitorati. Un ruolo assai importante sembra essere giocato pure da Facebook e Twitter. È il caso, ad esempio, del progetto “Metastatic breast cancer project” sul tumore al seno che, promosso dall’Università di Harvard, consente ai pazienti in collegamento nei gruppi social di condividere campioni clinici.

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