La Repubblica Italiana nasce dalle urne del referendum istituzionale

Ripristinata nel 2001, la Festa della Repubblica Italiana si festeggia il 2 giugno, data del referendum istituzionale su monarchia o repubblica. Le votazioni si svolsero nel 1946 in un clima pesante, di profonda contrapposizione.
Il 18 giugno la Cassazione confermò i dati elettorali. Vinse la Repubblica, ma nel computo delle schede non furono considerate valide le bianche e le nulle, contravvenendo così alle norme precedentemente approvate sulla procedura di scrutinio, che prevedevano la maggioranza dei votanti, non dei “voti validi”. Il decreto per l’indizione del referendum recitava, infatti: «… qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci…»
Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, i risultati delle votazioni sono stati i seguenti: votanti: 24.946.878; per la Repubblica: 12.718.641; per la monarchia: 10.718.302; schede bianche e nulle: 1.509.735.
Non tutti gli italiani ebbero l’opportunità di votare. Ad esempio, non poterono votare i militari prigionieri di guerra nei campi degli alleati (alcuni si trovavano addirittura negli Stati Uniti) e gli internati in Germania che stavano cominciando lentamente a ritornare. Non si votò nella provincia di Bolzano, che dopo la creazione della Repubblica di Salò era stata annessa alla Germania e che dopo la fine della guerra era stata messa sotto governo diretto degli Alleati. Non si votò in Dalmazia, nemmeno a Pola, Fiume e Zara, le tre città italiane prima della guerra che sarebbero passate alla Jugoslavia. Né in Libia, territorio metropolitano. E non si votò nemmeno a Trieste, sottoposta ad amministrazione internazionale e al centro di un complicato contenzioso diplomatico che si sarebbe risolto soltanto nel 1954, con il ritorno della città all’Italia.

La netta ripartizione geografica del voto a favore della Repubblica, a nord, e della Monarchia, a sud
La netta ripartizione geografica del voto a favore della Repubblica, a nord, e della Monarchia, a sud

I dati degli scrutini inizialmente attribuivano la vittoria alla monarchia, quelli definitivi assegnarono la vittoria ai repubblicani.
I monarchici contestarono l’esistenza di brogli, la manipolazione dei risultati e l’esclusione dal voto di un gran numero di italiani. Non avere considerato le schede bianche o nulle, e non essendo stata consentita la partecipazione ad almeno 3.000.000 di elettori, li indusse a ritenere alterate le modalità di voto.
I repubblicani dichiararono irreali le accuse per brogli, sostenendo peraltro che i risultati erano coerenti con le percentuali delle votazioni per l’Assemblea Costituente che si erano svolte contemporaneamente al referendum.
Il re Umberto II, per scongiurare una guerra civile, lasciò l’Italia il 13 giugno 1946.


Timeline del 2 giugno, a cura di Filippo Barbaro

1912 – Carl Laemmle fonda gli Universal Studios
1946 – Con un referendum istituzionale gli italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284). Dopo questo referendum il Re d’Italia Umberto II di Savoia lascia il Paese. Contemporaneamente al referendum si svolgono le elezioni per l’assemblea costituente
1953 – Incoronazione della regina Elisabetta II del Regno Unito, la prima trasmessa in diretta televisiva dalla BBC
1979 – Papa Giovanni Paolo II visita la sua nativa Polonia, diventando il primo Papa a visitare un paese comunista
2001 – In Italia viene ripristinata la Festa della Repubblica

I NATI OGGI

1740 – Marchese de Sade, scrittore, filosofo e poeta francese
1743 – Cagliostro, avventuriero, esoterista e alchimista
1945 – Rita Borsellino, politica
1950 – Carmelo Carrara, politico e magistrato
1960 – Tony Hadley, cantante britannico
1981 – Mario Incudine, cantante, attore teatrale e polistrumentista

 

 

 

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