Water closing

Fa acqua da tutte le parti la trattativa per l’acquisizione del Palermo da parte di Baccaglini. E intanto si perde tempo prezioso in vista della ricostruzione. Ecco la lista dei giocatori che potrebbero accettare l’avventura in Sicilia

Una storia che fa acqua da tutte le parti. Di questi nuovi ipotetici padroni del Palermo non si conoscono le identità, le consistenze economiche e di conseguenza la qualità del progetto. Ci si deve fidare di Baccaglini? Sinora abbiamo assistito al primo atto di una rappresentazione di avanspettacolo, battute ad effetto e dichiarazioni di circostanza. Ma alla lunga lo spettacolo si trasforma da comico in patetico. Dopo Zamparini ci voleva sostanza, Palermo non ha più voglia di parole dopo aver sopportato per anni le farneticazioni del suo presidente. E i fatti stanno ancora a zero. Una sigla vuota è il biglietto da visita di Baccaglini, la sensazione che di soldi veri ce ne siano pochi e che Zamparini non sia del tutto fuori da questo meccanismo di continui rinvii.

E il benedetto closing, orribile sostantivo che nel calcio italiano è sinonimo di mezza truffa, tarda ad arrivare. Così dopo avere perso un campionato e la dignità si perde anche tempo prezioso per la rifondazione di una squadra che ha poche certezze tecniche su cui basarsi. Quando la maggiore garanzia è un terzino destro, si capisce di che parliamo, con tutto il rispetto per Rispoli, unico eroe di quest’anno, che meriterebbe un palcoscenico meno traballante.

Il vincolo di riservatezza impone il silenzio sulla trattativa e sul potere di nomina delle figure tecniche e dirigenziali. Sembra che Bortoluzzi abbia un accordo sulla parola per il rinnovo. Si pensa, anche per le precedenti rivelazioni (?) di Baccaglini, che alle sue spalle possa operare Guidolin nel ruolo a lui gradito di direttore tecnico.

Qualche settimana fa, quando sembrava ad un passo il trasferimento delle quote societarie, erano stati concordati sette nuovi titolari che lo staff tecnico avrebbe chiesto a garanzia di una immediata scalata alla serie A. Di questi tre saranno a centrocampo, uno in difesa e due in attacco. Poi c’è da risolvere la questione del portiere. Dando per scontato che sarà questo l’assetto tecnico del prossimo anni, è giusto ricordare che Guidolin 13 anni fa non si accontentò di Santoni e prese Guardalben, un portiere d’esperienza maturato alla corte di Buffon. Figuriamoci se digerirebbe la coppia attuale che ha concorso, e non poco, al tracollo di quest’anno.

È chiaro che al momento di certo c’è davvero poco e le voci sono messe in giro ad arte dai procuratori. Per esempio, si muovono quelli dei giocatori della Spal, la rivelazione dell’ultima cadetteria. Molti giocatori sanno che la serie A non è la loro dimensione ma che in B ci stanno da signori. Segnate i nomi di Mora, Schiattarella e Zigoni (che rifiutò Palermo poco più che diciottenne). Alla ricerca di un contratto più significativo c’è anche Falco, il motore offensivo del Benevento, uno che ricorda tanto il Brienza delle stagioni felici, quello che proprio con Guidolin seppe conquistare persino la Nazionale. I ben informati dicono di guardare con attenzione anche in casa Sassuolo dove c’è merce prelibata per la B e si è all’alba di un nuovo progetto tecnico che potrebbe liberare giocatori in soprannumero. Per cominciare a disegnare la squadra del prossimo anno bisognerà cominciare a fare quattro conti, individuare i giocatori da trattenere, capire il futuro di tutto il “materiale d’azzardo”negli ultimi anni, da Balogh a Posavec allo stesso Sunijc. E procedere rapidamente perché in B, sono tante le deluse iscritte al festival dei sogni. E non aspetteranno di certo la fine dell’ormai ozioso corteggiamento del giovane Paul.

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