John Kennedy, il presidente del sogno americano, dei diritti civili, di Marilyn

Oggi avrebbe compiuto 100 anni John Fitzgerald Kennedy, il presidente forse più amato nella storia degli Stati Uniti, nonostante sia stato in carica poco meno di tre anni. Di primati il 35esimo presidente ne ha collezionati parecchi, a prescindere dalla popolarità raggiunta prima e dopo la sua morte.

Innanzitutto è stato il primo eletto nato nel XX secolo e il più giovane a morire in carica. Di origine irlandesi, Kennedy fu anche il primo cattolico a guidare gli Usa in un periodo certamente delicato della storia. Nel 1961, anno del suo arrivo alla Casa Bianca, si erigeva il Muro di Berlino, la “guerra fredda” era nel suo momento più alto, la questione cubana era più che aperta, e in Indocina si andava aggravando l’escalation del conflitto che sotto la presidenza Johnson sarebbe diventata la guerra del Vietnam.

Eppure Kennedy rappresentò, soprattutto nella politica interna, un punto di svolta per i diritti civili, in una nazione che viveva con grande disagio la questione razziale. Fu il presidente dell’American Dream, dell’affermazione dell’economia statunitense nel mondo, dell’esportazione del costume Usa in tutto il mondo.

JFK, così lo battezzarono i media, faceva parte di un clan familiare che aveva la politica nel sangue, temuto e rispettato. E anche in virtù di tale appartenenza la sua popolarità non fu intaccata dalla storia con Marilyn Monroe e dalle altre e ben più insidiose “relazioni pericolose” che si diceva avesse avuto con i clan italo americani.

La sua uccisione, a Dallas, nel mese di novembre del 1963, rappresentò la prima tragedia della storia moderna statunitense. Si continua ancora oggi a dire che ogni americano ricorda cosa faceva quando la mano assassina di Lee Oswald mise fine alla vita di Kennedy. Sull’omicidio del Presidente si sono fatte diverse congetture, da un presunto complotto della Cia (messa sotto accusa dopo il fallimento dell’invasione di Cuba), alla vendetta della mafia. E la successiva uccisione di Oswald ad opera di Jack Ruby, ovviamente incentivò una cospicua letteratura che ancora oggi trova nuovi spunti.

In termini di popolarità, forse anche perché attorno alla sua figura si creò una sorta di mito, non poterono competere né Bill Clinton (il cui stile per certi versi non era molto distante da quello kennediano), né Barack Obama, anch’egli presidente da record significativo (primo afroamericano alla Casa Bianca). Anzi, gli studiosi di costume a stelle e strisce, sostengono che senza Kennedy mai la politica statunitense avrebbe potuto generare Clinton e Obama.

Timeline del 29 maggio

1913 – A Parigi si tiene la prima del balletto di Igor Stravinsky Le Sacre du Printemps
1940 – Fausto Coppi vince, con oltre 4 minuti di vantaggio, la tappa del Giro d’Italia Firenze – Modena e conquista la sua prima maglia rosa
1985 – Strage dell’Heysel: A Bruxelles, Belgio, 39 persone muoiono e centinaia rimangono ferite durante gli scontri scoppiati nella finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool
1994 – Va in onda l’ultima puntata della serie “Star Trek: The Next Generation”, dal titolo “Ieri, oggi e domani”

I NATI OGGI

1875 – Giovanni Gentile, filosofo, pedagogista e politico
1917 – John Fitzgerald Kennedy, politico statunitense
1931 – Gaetano Azzolina, medico, cardiochirurgo e politico
1932 – Mario Ciancio Sanfilippo, giornalista e imprenditore
1949 – Bruno Biriaco, batterista, direttore d’orchestra e compositore
1956 – La Toya Jackson, cantante e modella statunitense
1959 – Rupert Everett, attore britannico
1967 – Noel Gallagher, cantautore e chitarrista inglese

 

 

 

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